Come racconta Il Mattino, l’esperienza di Igor Protti al Napoli fu breve e complicata, ma rimase comunque significativa nella storia recente del club azzurro. Dopo il titolo di capocannoniere conquistato con il Bari nella stagione 1995-1996 e una parentesi meno fortunata alla Lazio, nell’estate del 1997 l’attaccante arrivò a Napoli con l’obiettivo di rilanciarsi in una squadra in grande difficoltà.
Protti fu accolto come uno dei giocatori simbolo del possibile rilancio, insieme a Claudio Bellucci. In un contesto delicato, scelse di indossare la maglia numero 10 del Napoli, un numero storico legato a Diego Armando Maradona. Una decisione che rappresentava una grande responsabilità e il desiderio di diventare un punto di riferimento per la squadra.
In quella stagione, Protti entrò anche nella storia del club: fu infatti l’ultimo giocatore a segnare in Serie A con la maglia numero 10 del Napoli, prima che venisse ritirata in onore di Maradona.
L’annata, però, fu segnata da grandi difficoltà. Il Napoli cambiò più allenatori nel corso della stagione e non riuscì mai a trovare continuità di risultati. Il campionato si concluse con la retrocessione in Serie B nell’aprile 1998, dopo 33 anni consecutivi nella massima serie.
Tra i momenti più ricordati di quella stagione resta il pareggio contro la Juventus del 14 marzo 1998 allo stadio Delle Alpi. Con il Napoli ormai vicino alla retrocessione, Protti segnò nei minuti di recupero il gol del definitivo 2-2 contro la squadra di Marcello Lippi. Una rete che rimane uno dei simboli dell’orgoglio e della reazione della squadra in una stagione molto difficile.
Nonostante le difficoltà vissute a Napoli, Igor Protti mantenne sempre un legame positivo con l’ambiente azzurro, ricordando quell’esperienza con rispetto anche negli anni successivi.
