Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, sono numerose le testimonianze di affetto e cordoglio arrivate dal mondo del calcio dopo la scomparsa di Igor Protti.
Dino Zoff, che lo allenò alla Lazio nella stagione 1996-1997, ha ricordato l’ex attaccante con parole cariche di stima: «Ne ho un ricordo piacevole, di una persona a modo. Alla Lazio ho fatto il possibile per metterlo nelle migliori condizioni. Era un bravo ragazzo, ho sempre avuto grande feeling e rispetto per lui. Segnava tanto, era un goleador, li sapeva fare. In campo era un signore». L’ex tecnico ha poi aggiunto il proprio dolore per la sua morte: «Che sia morto a quest’età mi dispiace molto, non ci sentivamo da tempo ma ne ho un piacevole ricordo, mi è rimasto nel cuore perché modesto nel proporsi».
Anche Cristiano Lucarelli ha voluto condividere un ricordo molto personale dell’ultimo periodo vissuto accanto a Protti: «Ero a casa sua una settimana fa, le condizioni erano molto precarie, ma non aveva assolutamente perso la voglia di combattere». Lucarelli ha sottolineato come l’atteggiamento dell’ex bomber davanti alla malattia sia stato un esempio per tutti: «Il modo in cui ha affrontato la malattia è stato un insegnamento per tutti noi». Ha poi ricordato il momento in cui Protti ha accompagnato la figlia all’altare: «Quando ha accompagnato sua figlia all’altare qualche settimana fa è stato come se ci volesse dire che la vita va vissuta pienamente fino al termine dei nostri giorni».
Alla camera ardente di Cecina è arrivato anche Massimiliano Allegri, ex compagno di squadra di Protti ai tempi del Livorno tra il 1985 e il 1988. La sua presenza, insieme a quella di tanti ex compagni, amici e appassionati, ha rappresentato un ulteriore segno dell’affetto che circondava l’ex attaccante.
Molto commosso anche Walter Mazzarri, che con Protti condivise la storica promozione del Livorno in Serie A dopo 55 anni. L’allenatore ha ricordato il forte legame umano che li univa: «Con Igor mi legava un rapporto che andava al di là del rapporto allenatore-giocatore, sia quando abbiamo fatto l’impresa stupenda di portare il Livorno dopo 55 anni in Serie A, ma soprattutto poi l’amicizia che è durata nel tempo».
Mazzarri ha poi raccontato uno degli ultimi incontri con Protti: «Poco prima che avesse avuto la notizia brutta di questo male che si è rivelato incurabile, era venuto a casa mia a fare delle riprese per il film che è già uscito. Non sapeva ancora di quello che gli stava per capitare, non dico altro, da lì a poco…». Infine, con la voce rotta dall’emozione, ha concluso: «Mando un caro saluto e soprattutto un abbraccio forte alla famiglia e ai suoi cari. Più di questo non mi sento di dire».
