Mondiali 2026 – Inghilterra-Crozia, ecco il calcio (4-2) Kane e Bellingham super

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Gran partita tra due ottime squadre: il primo tempo finisce 2-2, nella ripresa meglio gli inglesi. Doppietta del centravanti del Bayern, che raggiunge Lineker a quota 10 gol in Nazionale. All’una in campo Panama-Ghana per completare il primo turno

 

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Alla 24 ore delle stelle, quasi fosse una gara automobilistica, riesce a partecipare anche Harry Kane, stampando il proprio nome fra i marcatori come è riuscito al fondamentale Kylian Mbappé, al vichingo Erling Haaland o all’immortale Leo Messi. L’Inghilterra c’è, si unisce alle altre grandi sgommate fra squilli di tromba. Fatica nel primo tempo, si impone dopo. In avvio pensa subito che sia facile, quando vede il capitano esultare dopo soli 12 minuti, arricchendo la striscia stagionale che con il Bayern dice 61 gol in 51 partite. Lo scatto bruciante del capitano in realtà avviene in due tempi, perché Livakovic gli para il primo penalty ma esce dalla linea e l’arbitro Turpin fa ripetere. Il miglior cannoniere dell’Inghilterra tocca quota 80, mentre Luka Modric si mette le mani sulla faccia per aver causato il rigore quasi da debuttante (calcio a Madueke), invece è alla presenza numero 199; la sua non è una gara felice e dopo un’ora il milanista è sostituito. Ma la Croazia ha carattere e anche piedi buoni “italiani”, pareggia con Baturina, diagonale pregiato dopo slalom di Sucic, quindi Kane si rimbocca le maniche e diventa l’ariete d’area su corner di Rice: diventano 81 centri con l’Inghilterra e 8 nell’annata bianca, grazie alla libertà che gli lasciano i croati a zona. Piano inclinato per gli inglesi: macché. A sei secondi dalla fine del primo tempo è Musa, ragazzo di casa – dato che gioca in Mls proprio qui a Dallas – a sfruttare un assist gioiello di Perisic e stendere da vicino Pickford. La sentenza è così rinviata alla ripresa, quando Bellingham esibisce la sua forza abbinata alla tecnica per il superbo 3-2 e Rice dà ancora più sostanza. Gli inglesi potrebbe chiudere subito ma aspettano fino all’85’ per il 4-2 del subentrato Rashford.

Rincorsa inglese

 

L’assalto a un trofeo baciato una sola volta parte così nel migliore dei modi: Thomas Tuchel, a German, un tedesco, ha il compito di portare la Coppa dopo sessant’anni e allora a chi interesserà della sua nazionalità e delle sue scelte; non può sbagliare fin dall’esordio per non sentirsi chiedere degli esclusi eccellenti. L’Inghilterra si veste con il 4-2-3-1 e anche se deve rinunciare all’inizio a Saka, ancora non al massimo fisicamente, si muove bene sull’out destro il compagno dell’Arsenal Madueke. L’assente-presente, nel senso che non si vede, è Gordon, fresco di passaggio al Barcellona, mentre Bellingham e Rice lavorano per tre. Con Gordon fuori, i nuovi entrati poi sigillano il risultato. L’Inghilterra in generale è sempre pericolosa sui calci piazzati e ha strappi di gioco difficili da arginare.

Il carattere non basta

Con Modric, anche Perisic, 37 anni, funge da ponte fra le generazioni; la nazionale croata sta cambiando pelle e potrebbe sembrare un’operazione complicata per una nazione di soli 3,8 milioni di abitanti, ma Zlatko Dalic, il tecnico dal 2017, sa come rinfrescare il gruppo. Per dare l’idea del salto di età, quando Modric debuttava in un Mondiale (18 giugno 2006), il difensore centrale Luka Vuskovic non era ancora nato, visto che è di febbraio 2007. Il suo biglietto da visita è il tackle con cui conquista palla a centrocampo prima che Baturina avvii e chiuda la scena dell’1-1, ma poi sbaglia sul 3-2. La rappresentanza della Serie A si vede nel 3-4-2-1 croato che diventa 5-4-1 in fase difensiva. Accanto a Modric c’è l’atalantino Mario Pasalic, che pesca Perisic in area per il passaggio-gol del 2-2, tra trequarti e centrocampo Sucic e Baturina che appunto si trovano nell’esultanza del primo pari. Poi entra anche Vlasic. La Croazia non vuole governare la partita, colpisce all’improvviso. L’Inghilterra pensa che sia facile ma è un’illusione: solo per un tempo. Poi mostra la sua forza e il risultato è giusto.   Fonte: Gazzetta

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