Dossena: “Allegri negli anni è diventato più pragmatico”

Dossena: "Allegri negli anni è diventato più pragmatico"

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Andrea Dossena, allenatore ed ex calciatore del Napoli dal 2010 al 2013, è intervenuto nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” in onda su Stile TV.

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Ecco le parole di Andrea Dossena:

Negli anni Allegri è diventato più pragmatico, ma è sempre stato abile nel leggere le situazioni e farsi accettare. Subentrò come secondo di Galeone, ma si è fatto subito voler bene e sotto l’aspetto della gestione del gruppo e della stampa non ha mai avuto problemi. In questi ultimi anni, il Napoli è entrato di prepotenza nelle top italiane per la vittoria dello scudetto quindi anche l’anno prossimo sarà così. il Napoli parte con una società che sa vincere, con un gruppo vincente ed un allenatore vincente per cui entra nei pretendenti al titolo. Poi è chiaro che il campionato è lungo, ci sono gli avversari e tante cose possono condizionare l’annata, ma nella griglia di partenza vedo l’Inter un passo avanti e subito dopo il Napoli.

Ho avuto la brutta esperienza di avere a che fare con una società americana due anni fa e vedendo come si stanno muovendo posso dire che portano grandissimi capitali perché hanno una forza economica pazzesca. Da tifoso del calcio italiano però, gli addetti ai lavori restano i dirigenti italiani. L’esempio più positivo che mi viene in mente è l’Atalanta perché la  famiglia Percassi ha venduto agli americani, ma loro sono rimasti al timone e l’Atalanta infatti sta salendo. La serie A si deve aprire, ma questa globalizzazione del calcio mondiale c’è. Non esiste più l’Italia che batte la Norvegia 5-0, il calcio è ovunque, strutture per far crescere i giovani ci sono. Il Marocco è diventato una grande Nazionale, così come il Giappone che non ha fenomeni, ma ha molto dinamismo.

Mazzarri ha fatto tanto per la gestione del gruppo. Noi ci volevamo molto bene e lui è sempre stato bravo ad ovattare col mondo al di fuori del nostro spogliatoio ed ha educato molto il primo De Laurentiis presidente. Eravamo molto convinti del lavoro del mister, la città ci spingeva, avevamo 3 fenomeni che facevano la differenza e tutto il resto della squadra sapeva cosa fare”.

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