Mondiali – Haiti/Scozia, bellissima prestazione degli isolani, ma non basta (0-1) palo di McTominy
Buon primo tempo dei caraibici ma prima del vantaggio (28′) era stato McTominay a colpire il palo dal limite. Ripresa di marca haitiana, ma non arriva il pari
La Scozia vince e si prende il primo posto nel girone I davanti a Brasile e Marocco che nel pomeriggio pareggiano. Difficile immaginare un inizio migliore per la formazione di Clarke, compatta in campo e trascinata dal suo pubblico. Non conquistava una vittoria in Coppa del Mondo dal 1990 quando aveva battuto a Genova la Svezia e adesso può addirittura sognare un mai conquistato passaggio del turno. Haiti però non sfigura. Anzi, lotta fino alla fine e con Pierrot, che è cresciuto a una sessantina di chilometri dal Gillette Stadium, nel finale sfiora il pari di testa. Forse meriterebbe l’1-1. Di certo fa vedere di poter stare sul palcoscenico mondiale più importante. Non è in America per caso. Ora se ne sono resi conto tutti.
Mcginn decisivo
La Scozia torna al Mondiale dopo 28 anni, Haiti addirittura dopo 52: è la notte che due nazioni aspettavano da un’eternità. Una notte da ricordare e da festeggiare con un fiume d’entusiasmo all’esterno dell’impianto: gli oltre 30.000 tifosi scozzesi producono file chilometriche nelle strade attorno al Gillette Stadium e i residenti della zona fanno parcheggiare anche sul prato di casa loro alla “modica” cifra di 100 dollari a macchina. In campo c’è Scott McTominay e con lui l’attaccante del Torino Che Adams. Haiti ha orgoglio e lo mette in campo giocando alla pari almeno fino al primo cooling break: McTominay manda alto di testa, risponde Bellegarde che conclude alto, mentre Hendry di testa deve salvare una situazione pericolosa. Con il passare dei minuti, però, la Tartan Army prende campo soprattutto grazie a Gannon-Doak che a destra è un pericolo costante: l’esterno del Bournemouth prima serve un pallone morbido per il palo colpito dal centrocampista del Napoli, poi “arma” Che Adams, fermato da Placide, prima della stoccata vincente di McGinn. Il minuto è il numero 28, come gli anni senza Mondiale. Se non è un segnale del destino questo… Haiti va sotto senza però sbandare perché la formazione di Clarke con il suo palleggio non riesce a mettere in crisi gli avversari. Anzi, quando la palla va sugli esterni gli uomini di Migné sanno far male. Soprattutto l’esperto Robertson va in apnea con Deedson che qualche pericolo lo crea senza che però Gunn rischi. All’intervallo il vantaggio della Scozia è giusto, ma chi si aspettava un dominio di McTominay e soci deve ammettere l’errore.
Pierrot non basta
La ripresa inizia con Haiti che ha più possesso rispetto alla prima frazione, ma impensierisce la Tartan Army solo con cross tagliati e conclusioni fuori misura. Le punte latitano e allora Migné si gioca la Casimir al posto di Deedson, fino a quel momento il migliore. Providence diventa il riferimento offensivo e con le sue giocate qualcosa crea. Il più pericoloso in fase di conclusione è Pierrot che nel recupero di testa va vicino all’1-1. Haiti preme fino alla fine e Clarke spende tutti i cinque cambi per dare forze fresche. Basta per conquistare i tre punti e per volare al primo posto nel girone. La Tartan Army festeggia, Haiti esce a testa alta, con i suoi supporters che tributano un applauso meritato. Fonte: Gazzetta
