Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha il suo modo di essere atleta. Ne parla nell’intervista rilasciata a BBC Sport in vista dei Mondiali. Il suo modo di interpretare la professione ha pagato eccome, e esige lo stesso anche dai compagni più giovani, nel club come in Nazionale: “Sono esigente e piuttosto duro con alcuni di loro. Il modo giusto di vivere fuori dal campo è probabilmente ancora più importante di quello che fai in campo, perché puoi distruggere la tua carriera per ciò che fai lontano dal calcio. A volte i giovani hanno bisogno di un po’ di amore ed anche di severità. Anch’io ho ricevuto questo. Sono cresciuto con molti veterani intorno a me che mi dicevano: “Ascolta, devi migliorare oppure non hai alcuna possibilità”. Non faccio nomi in particolare, ma le cose mi venivano dette in privato e spesso anche in modo spietato”. McTominay ha poi raccontato il suo rapporto con José Mourinho, suo ex allenatore: “José mi telefonò perché stavo discutendo con Michael Carrick e Ashley Young. Volarono anche parolacce. Mi fece una lavata di capo del tipo “Ma chi credi di essere”? Pensavo fosse finita prima ancora di iniziare”. Con il portoghese, il debutto in prima squadra nel 2017.
