A Bologna tutti pazzi per Ronn Moss, il Ridge Forrester di ‘Beautiful’

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(Adnkronos) – Ronn Moss, il Ridge Forrester di “Beautiful”, arriva a Bologa per presentare “Soap Fever” ed è accolto da una folla di fan in delirio. Il divo della soap opera più seguita di sempre è ospite di Biografilm con Inka Achté, regista di “Soap Fever”, ambientato nella Finlandia degli anni ’90, in pieno collasso economico. Il doc viene presentato nel concorso internazionale del festival dopo essere stato presentato, come progetto, a Bio to B – Industry Days l’anno scorso. Ronn Moss, attore e musicista statunitense, ha influenzato un’intera generazione di spettatrici e spettatori televisivi, dal lontano 1987, anno in cui la serie prese il via. Dal 1987 al 2012 è stato per tutti Ridge Forrester. 25 anni che lo ha consacrato come protagonista indiscusso della storia delle soap opera a livello mondiale. 

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“Il ricordo più impressionante che ho è legato ad un episodio con fan in delirio ad Atene. Inizialmente non mi rendevo conto della reale portata globale del fenomeno – racconta Ronn Moss – Capiì tutto solo circa tre anni dopo l’inizio della serie, era il 1990, durante un viaggio da solo ad Atene. Mi avevano organizzato una sessione di autografi in un grande negozio di articoli sportivi. C’erano le luci delle telecamere, faceva un caldo soffocante, eravamo tutti bagnati di sudore. Dopo appena dieci minuti, i responsabili vennero da me preoccupati dicendo: ‘Mr. Moss, abbiamo un problema. Sotto c’è una calca immensa e la gente, entrando una alla volta, non crede che lei sia davvero qui dentro. Può venire sul ballatoio al secondo piano a mostrarsi?’. Accettai. Salimmo in ascensore con il nostro entourage di dodici guardie del corpo, ma l’ascensore si bloccò di colpo tra due piani. Cadde persino un pezzo di soffitto in testa a una donna che iniziò a urlare istericamente nel buio totale. Salimmo ed uscimmo da lì praticamente gattonando. Quando finalmente riuscii ad affacciarmi alla balconata, rimasi completamente sconvolto: c’erano persone ovunque, a perdita d’occhio in ogni singola strada. La gente era persino salita sul tetto delle auto e delle pattuglie della polizia per vedere qualcosa. Chiesi alla guardia accanto a me se fosse arrivato il Papa, e lui mi rispose: ‘No, sono tutti qui per lei’. Le autorità stimarono la presenza di oltre 50.000 persone nel centro di Atene. Era evidente che una normale sessione di autografi non avrebbe mai potuto funzionare. Sono dovuto rimanere lì per quattro ore mentre la folla lentamente si disperdeva, limitandomi a salutare ogni volta che mi mostravo. Fino a quel momento non avevo compreso l’impatto reale che il nostro lavoro, fatto fino ad allora solo davanti a una telecamera, avesse sulla vita delle persone”. 

Ronn Moss ricorda come la promozione faceva parte del suo lavoro: “Tutto ciò che facevamo davanti alle telecamere era dedicato al pubblico e per noi il pubblico era fondamentale. All’epoca ricevevamo montagne di lettere da tutto il mondo e ci impegnavamo sinceramente a rispondere a ognuna, perché quei fan contavano davvero!” Parlando della Finlandia Ronn Moss ha spiegato: “La prima volta che sono andato in Finlandia arivai con una persona che chiamavamo ‘Super Henry’ (Henry Riesermann). Fu un viaggio meraviglioso di circa dieci-dodici giorni, tutto alla scoperta di Helsinki. Chi si occupava del nostro tour decise di non dirmi nulla dei problemi economici che in quel momento stava vivendo il paese. Credo abbiano voluto risparmiarmelo tenendomi lontano dal raccontarmi i problemi del momento. Per me fu semplicemente un soggiorno fantastico!” (di Paolo Martini) 

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