Gazzetta- Tante novità in al Mondiale: anche il time-out!

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Ci sarà un grande strappo con il passato in questo Mondiale.  Come riferisce “La Gazzetta dello Sport”, il calcio si prepara a cambiare pelle, trasformando la struttura stessa della partita in nome del fatturato televisivo.

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” Sarà comunque il futuro a dire dove stiamo andando o, meglio, dove sta andando il calcio. L’Halftime può essere spiegato con lo scenario americano che si presta a queste variazioni. Ma tra quattro anni in Spagna, Portogallo e Marocco (più Argentina, Uruguay e Paraguay)? Diventerà un appuntamento fisso? Cambierà la regola? Domande non campate per aria, perché anche le singole partite dureranno un po’ di più e non soltanto per i legittimi recuperi che servono a garantire circa 60’ effettivi. Questo Mondiale istituzionalizza di fatto il time-out e le partite da quattro tempi. Tre minuti di stop verso il 22’ di ogni tempo. Tre minuti utilissimi per rinfrescarsi, visto il caldo. Per dare indicazioni come nel basket. E per le tv.

Infatti, i due break si svolgeranno anche se le previsioni indicano “storm”, tempesta: ricordiamo Chelsea-Benfica rinviata ore e ore per una tempesta mai avvenuta al Mondiale per club un anno fa. Anche se c’è freddo. Il motivo è un altro. Aprire una nuova finestra pubblicitaria per le tv nell’evento più importante del mondo. Le tv avranno 2’10” di spot, perché devono cominciare non prima di 20 secondi dal fischio finale del primo tempo e chiudere a 30 secondi dall’inizio del secondo tempo. In totale, 4’20” in più di spot a partita. Milioni. E sei minuti in più (minimo) di durata del match. Si cominciò con le pause (giuste) a Brasile 2014 per il caldo, i “cooling break” sono aumentati e ora siamo qui.

A qualche tecnico piace il time-out, perché di questo si tratta: consente di dare indicazioni e sistemare la squadra. Non a tutti i ct, però. Secondo Deschamps questo “cambia completamente il calcio, magari una squadra va benissimo e tre minuti fermano tutto”. A pensarci bene… D’altra parte, meglio chiamare le cose come stanno. Mercedes Blanquez, responsabile marketing e pubblicità di Movistar+, ha detto: “Sono spazi pubblicitari qualificati. Nella nostra strategia como piattaforma, diamo grande importanza alle interruzioni pubblicitarie di alto valore sia per l’utente che per i brand; pause più brevi che generano maggiore attenzione e notorietà”. Tutto chiarissimo. Sperando che non sia un passo verso il tempo effettivo e la trasformazione del calcio in uno sport diverso”.

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