Il Mattino – “VOGLIONO IL NAPOLI”, ma Dela non ha nessuna intenzione a vendere!

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Matt Rizzetta, nonni emigrati negli Usa da Foggia, proprietario del Napoli Basket, del Campobasso e, forse, della Reggina, ora ha una fretta matta: intervenendo nel podcast di Bloomberg “Business of Soccer”, d’un tratto esce allo scoperto e ammette quello che De Laurentiis fino ad adesso non ha mai ammesso: «Stiamo parlando da sei mesi l’acquisto del Napoli». Ecco, la parola esatta è “conversazioni” perché anche Rizzetta evita di parlare di trattativa. Più che un’intervista sembra uno sfogo. Che nasce, probabilmente, dall’esigenza di rassicurare gli investitori americani che sarebbero arrivati a mettere insieme 2,2 miliardi di euro (Rizzetta non parla di cifre) per rilevare il club azzurro.

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Perché i fondi Usa che si sono alleati per questa operazione non possono certamente tenere ferma troppo a lungo questa liquidità: e dunque, se entro agosto non dovesse costituirsi la “due diligence” necessaria per passare alla fase conclusiva dell’eventuale “closing”, punterebbero ad altro. Con quella cifra, a qualsiasi club d’Europa. Rizzetta è il Ceo di North Sixth Group, una holding di investimenti con sede a New York, founder & managing partner di Underdog Global Partner: ha capacità uniche di mettere insieme investitori. Ed è quello che ha fatto. A Napoli è il volto del rilancio del basket (anche se il quintetto azzurro non si è neppure qualificato per i playoff nella scorsa stagione) ed è al lavoro con l’assessore Cosenza per pianificare la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport a Fuorigrotta. Forse l’idea che De Laurentiis non lo consideri successore degno di lui è una cosa che lo ha infastidito. Ma anche quel «non ci sono trattative» deve averlo infastidito.

 

Anche agli occhi dei partner Usa. Rizzetta e De Laurentiis, per ammissione dell’italo-americano, è da dicembre che si parlano. Così sostiene il patron del basket napoletano. E a questo punto, nonostante le smentite dello staff del Napoli, si fa fatica a credere che si tratti solo di “conversazioni” da amici al bar, lunga 200 giorni.

 

Gli incontri

 

Per ora, la certezza è che De Laurentiis non vende il Napoli. E non è interessato neppure alla cessione parziale delle quote, secondo il modello Percassi e AtalantaRizzetta dà la sensazione, nel broadcast, di volerlo rassicurare. E nel racconto esce fuori l’immagine di un presidente che considera il club come un figlio. «Abbiamo passato sei mesi a conoscere la famiglia De Laurentiis, per la quale ho tanto rispetto. Aurelio De Laurentiis ha comprato il club circa vent’anni fa dal fallimento e ora lo ha trasformato in uno dei primi trenta marchi di calcio più preziosi al mondo. Le conversazioni si sono evolute e materializzate e si sono trasformate in qualcosa di più serio. Ma non posso parlarne troppo e vedremo come andrà».

Già, ma il tempo stringe. «Le nostre conversazioni sono iniziate sull’eredità. Quando prendi un club ci versi il cuore e l’anima come operatore e presidente in questi club. E quindi capisco che l’importanza sia l’eredità e questo è stato davvero un punto cruciale della maggior parte delle nostre conversazioni iniziali: “Come troviamo potenzialmente un’eredità per te?”. Avendo preso questo club nel 2004 dal fallimento e avendolo costruito fino a dove si trova ora, lui non può semplicemente venderlo a un fondo qualsiasi che dirà: “Guarda, tra cinque anni questa cosa varrà X e la rivenderemo”». Il patron del Napoli basket svela alcuni passaggi. «De Laurentiis una volta mi ha detto: “Matt, ho una responsabilità verso 100 milioni di napoletani in tutto il mondo, la maggior parte dei quali sono sostenitori del Napoli e tifosi del Napoli. Se questo club verrà mai ceduto, deve essere ceduto alla persona giusta».

La fermezza

 

Non è la prima volta che De Laurentiis viene avvicinato per la cessione del Napoli: una volta parlò di quasi 2 miliardi di euro offerti per il club azzurro e la Filmauro e un’altra ancora accennò a una proposta araba sulla base di un miliardo di euro. Anche se in quell’occasione la società smentì in maniera categorica parlando di «bufala, perché il Napoli non è in vendita». De Laurentiis è sempre rimasto fermo sulla propria rigida posizione: quella di non considerare una possibilità la vendita del Napoli. Anche l’altro giorno, a Palazzo Petrucci alla presentazione dei ritiri azzurri, ha sempre glissato sull’argomento e anzi si è completamente tuffato nel presente e nel futuro del club. Non si intravedono, dalle sua parole, intenzioni di un passaggio della mano. Una volta disse: «Io non lo venderò mai il Napoli, se vorranno un giorno lo faranno i miei figli».

Certo, quella di Rizzetta e del suo gruppo di investitori americani sembra l’assalto più concreto, visto che il patron del basket napoletano parla di sei mesi. Ma De Laurentiis è totalmente proiettato nella gestione del club. E poco gli importa di nascondere la rabbia nei confronti di Regione Campania e Comune di Napoli. Non rinuncia alla ricerca dei terreni dove realizzare il centro sportivo, ha il suo progetto per il nuovo stadio, non perde occasione per ricordare a tutti che «è meglio tenerselo ben stretto» un presidente come lui che, negli anni successivi al Covid, ha realizzato una media di 325 milioni di fatturato. Nel 2025 la società Football Benchmark stimò il valore del Napoli in 1,1 miliardi. «Il problema non sono i soldi, ma capire se il successore (eventuale) può intraprendere questa impresa con il cuore», ha detto due settimane fa, senza dare la minima sensazione che si stesse preparando all’addio. Lo scenario non cambierà neppure nelle prossime settimane.

 

Fonte: Il Mattino

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