Marcolin: “Per la Nazionale serve Conte o Mancini”

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Dario Marcolin, ex centrocampista del Napoli, è intervenuto a margine della “Tigullio vip padel cup” a Santa Margherita Ligure. Le sue dichiarazioni in zona mista sono state raccolte da TuttoMercatoWeb, e hanno toccato diversi temi legati al calcio italiano, dalla formazione dei talenti fino alla Serie A e alla Nazionale.

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In apertura, Marcolin ha lanciato una riflessione sul calcio moderno e sulla mancanza di giocatori di fantasia, dichiarando: “Dobbiamo ritrovare i nostri talenti, mettendo davanti la tecnica rispetto ai moduli e al risultato. Ci mancano i 10 di una volta, i Baggio, Totti, Zola, Mancini, Del Piero… Tiriamoci su le maniche e lavoriamo”.

Parlando dello scudetto vinto dall’Inter, ha riconosciuto la superiorità della rosa nerazzurra ma ha anche sottolineato il lavoro dell’allenatore Cristian Chivu, affermando: “L’Inter era la squadra più forte, ma questo non sottovaluta il lavoro di Chivu. Cristian è riuscito a trasmettere il suo senso di appartenenza a tutta la squadra e i suoi giocatori hanno percepito ciò che l’allenatore proponeva.”

Ha poi analizzato l’evoluzione tattica dell’Inter sotto la sua guida: “Ha ripreso il 3-5-2 di Inzaghi, ma ha aggiunto delle cose: i suoi nerazzurri pressavano più alti, erano più verticali e hanno fatto tante rotazioni, specie davanti. Non basta avere la rosa più forte, Chivu si sentiva l’Inter addosso”.

Marcolin si è soffermato anche sul crollo finale di Milan e Juventus nella corsa scudetto, dichiarando: “Quando mancavano 4-5 giornate alla fine, tutte e due avevano il destino nelle proprie mani. Milan e Juve si sono rovinate da sole, la Juve in due partite, mentre il Milan ha iniziato a mostrare dei difetti già da prima.” Ha aggiunto che il Milan avrebbe potuto avere un vantaggio importante: “Il grosso rammarico per i rossoneri è che giocavano solo una partita a settimana, rispetto alle altre che avevano comunque fatto le coppe”.

Infine, parlando del futuro della Nazionale dopo Gattuso, Marcolin ha indicato i possibili successori: “O Mancini o Conte, visto che gli altri si stanno accasando tutti. Conosco bene Roberto, che ha già vinto un Europeo e ha un curriculum internazionale: per me è l’uomo giusto.” Ha poi aggiunto: “Ricordiamoci poi che è stato tra i primi a convocare i giovani in Nazionale. Insomma, vedo in lui tutte le caratteristiche per una ripartenza. Tante squadre, quando dovevano ricostruire, hanno chiamato Mancini”.

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