La penna di Carratelli: “De Bruyne stecca, come le spie in difficoltà”

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«Conte non doveva restare, sono felice che se ne sia andato. Non ho potuto giocare mai veramente nel mio ruolo». Dice anche, su per giù, che il Napoli gioca male con un solo attaccante. Queste, in sintesi, le parole di Kevin De Bruyne dal ritiro della Nazionale. Uno stralcio, di quanto scrive in merito, la grande penna del maestro Mimmo Carratelli:

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“Ora, è da tempo, da quando i club italiani sono finiti in mani straniere e in fondi di investimento, spersonalizzando le società, che i calciatori non solo pretendono di conoscere il progetto del club per accettare di giocarvi, ma vogliono anche decidere del gradimento degli allenatori. Fanno i dirigenti, non i calciatori nel “vuoto” del calcio italiano. Ha ragione Baldini quando dice che il calcio italiano è in mano a gente incapace. Sono state stravolte tutte le regole. Calciatori e procuratori fanno il bello e, più spesso, il cattivo tempo. Così il belga Kevin De Bruyne parla da dirigente del Napoli, compiacendosi dell’addio di Conte. Povera anima che ha sprecato l’occasione finale per essere il grande calciatore che è. Cristian Stellini, il vice di Conte, ha già risposato alle critiche postume di De Bruyne aggiungendo che il belga, che sarebbe dovuto essere la guida luminosa del Napoli, «non ha trasmesso né gioia né entusiasmo» giungendo nella squadra azzurra, al contrario del quasi quarantenne Luka Modric che, in tutta umiltà, ha cercato di reggere le sorti del Milan. In un mondo ipocrita, qual è quello del pallone, la “verità” di De Bruyne potrebbe anche commuovere. Ma è stato un assist sbagliato del campione belga. Si è “scoperto” a cose fatte. Troppo facile e per niente elegante per un fuoriclasse. La dichiarazione di Kevin sa più di frustrazione che di rivincita. Atterrato da un ennesimo infortunio, ha perso il senso reale delle cose. Non ha capito le difficoltà del Napoli che gli ha offerto l’occasione per essere ancora De Bruyne. Erano più “genuini” gli azzurri che cantavano “Te ne vai o no” a Ottavio Bianchi esponendosi a immediati provvedimenti disciplinari. De Bruyne non ha avuto il coraggio del “faccia a faccia”. Ha parlato dopo, dietro il paravento di un giornale. Così fanno le spie in difficoltà.”
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