Giovedì, mentre a Pescara al Premio Giovanni Galeone, Allegri si commuoveva sino alla lacrime, a Milano si lavorava per arrivare a un accordo che eliminasse le preoccupazioni e definisse ogni aspetto burocratico sulla risoluzione: ma c’è nero su bianco, è già tutto riportato nel patto di un anno fa, e la RedBird sa che deve riconoscere ora ad Allegri la differenza tra quanto avrebbe percepito in rossonero e quel che invece gli verrà riconosciuto da De Laurentiis. In termini economici, un milione di euro al lordo, in termini pratici, la necessità di fare accomodare i rispettivi legali e trovare la soluzione che accontenti chiunque, perché l’ipotesi buonuscita va egualmente configurata. Il Milan non si esprime, però lascia che le vocine filino via dalla sede sociale e dintorni: non c’è volontà di mettere mano alla cassa e dunque varrà quello è stato deciso all’epoca. Intanto, una Pec è partita ed è ovviamente arrivata, ma in quel documento compilato rapidamente c’è semplicemente comunicato all’allenatore dell’esonero, dunque d’un rapporto che si conclude ma che ha bisogno di essere archiviato in maniera netta ed insindacabile.
Allegri è rimasto a Pescara sino a ieri sera, quando poi è rientrato a Milano; e da oggi se ne starà in famiglia nella sua Livorno tranquillamente. Ma questo è un fine settimana particolare, che si allungherà sino a martedì prossimo per la Festa della Repubblica, e se il calcio è andato in ferie e non ha urgenze gli uffici e gli avvocati possono anche permettersi di starsene chiusi, di prendersela un po’ comoda, anche per favorire riflessioni da parte e dall’altra ed evitare di arrivare a scontri frontali che non converrebbero a nessuno. Fino al 3 giugno, Allegri non ha – non avrebbe – la possibilità di essere annunciato sulla panchina del Napoli: si aspetta la risposta da Houston.
