Politano: “Amo Napoli e la sua gente. Il quarto scudetto? Più emozionante del terzo perché vissuto con maggiore sofferenza”

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Matteo Politano, è intervenuto a Radio CRC. L’attaccante azzurro, alla radio partner azzurra, ha parlato della sfida con l’Udinese, ma non solo.

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“Domenica ci aspetta una gara complicata. L’Udinese è una squadra molto fisica, con giocatori forti nei duelli. In mezzo al campo sono tutti giganteschi. Farei fatica lì. Stiamo preparando questa partita nel migliore dei modi e andremo anche in ritiro per arrivarci pronti. Vogliamo chiudere bene davanti ai nostri tifosi, soprattutto dopo le ultime due sconfitte casalinghe contro Bologna e Lazio. Ci teniamo al secondo posto e a regalare una gioia ai nostri sostenitori”.

“È stata una stagione lunga e complicata, piena di impegni e soprattutto di infortuni. Però il gruppo costruito in questi due anni ha dimostrato di essere davvero unito. Lo si è visto anche ieri durante la grigliata, ma in generale durante tutta la stagione. Ci sono stati momenti difficilissimi, a volte facevamo persino fatica ad avere undici giocatori disponibili, eppure abbiamo sempre provato a dare tutto. Non siamo riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, ma anche questo fa parte del percorso”.

“Meglio il terzo o il quarto Scudetto? Domanda difficilissima. Ne parlo spesso anche con mia moglie e con gli amici. Personalmente forse il quarto è stato ancora più emozionante perché vissuto con maggiore sofferenza, siamo arrivati all’ultima giornata con tantissima tensione. Il terzo invece è stato un dominio straordinario, con il traguardo raggiunto in anticipo. Sono due emozioni incredibili, impossibile scegliere”.

“Preferisci fare il quinto o l’esterno? Mi adatto sempre a ciò che chiede il mister. Oggi il calcio richiede tanta corsa, intensità e intelligenza tattica. Certo, il ruolo che sento più mio resta quello dell’esterno offensivo, perché l’ho fatto praticamente per tutta la carriera. Però con questi sistemi di gioco bisogna essere pronti a cambiare”.

“Un giudizio sulla stagione? Per me è stata una stagione positiva. Anche alla mia età continuo a cercare di migliorare e di aggiungere qualcosa al mio bagaglio. Voglio restare ad alti livelli ancora per qualche anno e quindi provo ogni giorno a crescere”.

“La batosta più grande? Sicuramente la sconfitta con il PSV in Champions ci ha fatto molto male. Mentalmente è stata una botta importante, ma ci è servita anche per rimetterci in carreggiata. In Champions, se non sei perfetto dal punto di vista fisico, tattico e mentale, vieni punito subito. E per i ragazzi più giovani è stato un impatto forte”.

“Qual è la vittoria più bella? La gara col Milan resta speciale, anche perché ho segnato e non succede così spesso. Però, quando vinci gli scontri diretti sono tutte partite che ti restano dentro. Penso anche alla vittoria contro la Roma”.

“Vergara? Antonio mi ha colpito tantissimo. È un ragazzo serio, con grande voglia e con una bella cazzimma. Ha margini enormi e può ricoprire tanti ruoli: esterno, mezzala, seconda punta. Il consiglio che gli do sempre è quello di non ascoltare troppo né gli elogi né le critiche. In una piazza come Napoli bisogna restare equilibrati. Deve continuare a lavorare sereno perché il futuro è dalla sua parte”.

La tua amicizia con Spinazzola? Io e Spinazzola siamo amici praticamente da sempre. Condividevamo la stanza già nelle nazionali giovanili. In questi anni il nostro rapporto è diventato ancora più forte. Passiamo tantissimo tempo insieme anche fuori dal calcio”.

“Oltre a Spinazzola con chi hai legato? Oltre a Spina ho legato molto con Di Lorenzo e Juan Jesus. Quando possibile cerchiamo di vederci anche fuori dal campo, anche se con famiglie e figli non è sempre semplice organizzarsi”.

“ Cosa ne pensi di De Bruyne? Kevin si è inserito subito benissimo. È un ragazzo molto tranquillo e inizialmente anche abbastanza timido, poi col tempo si è aperto di più. Peccato averlo perso per così tanti mesi, perché un campione del genere può spostare tantissimo. Averlo a disposizione sarebbe stato importantissimo per noi”.

“Mancata qualificazione al Mondiale? Ancora oggi faccio fatica a parlarne. È stata una delusione enorme, soprattutto per noi più grandi che probabilmente avevamo l’ultima occasione. Mi è dispiaciuto tantissimo anche per il mister, a cui voglio molto bene. Per rilanciare il calcio italiano bisogna ripartire dai settori giovanili: nei vivai dei grandi club vedo pochi italiani. Se non formi ragazzi fin da piccoli, poi è difficile ritrovarli pronti per la Serie A”.

“Cosa ti piace della città? Amo tutta la città. Mi piace passeggiare sul lungomare, in centro, vivere la città. Io non sono uno che ama stare chiuso in casa e appena posso cerco di godermi Napoli insieme alla mia famiglia”.

“I tifosi? I tifosi vanno ringraziati. In questi anni ci sono sempre stati vicini e io ormai qui mi sento a casa”.

“Futuro? Ho ancora due anni di contratto. Spero di restare ancora a lungo”.

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