I ringraziamenti assomigliano tanto ai titoli di coda di un progetto, comunque esaltante e vincente. Certo, anche lo scorso anno alcune parole di Conte suonavano come un addio. Poi, però, nessuno aveva fatto i conti con l’emozione di una parata scudetto sul lungomare, il toccare con mano cosa significa vivere in prima persona dei momenti così. E Aurelio aveva garantito a Conte un mercato pirotecnico, a partire dall’arrivo di Kevin De Bruyne. De Laurentiis ha mantenuto le sue promesse, spendendo tanto per dare a Conte una squadra in grado di lottare su tutti i fronti. “Se ricordate la prima mia conferenza a Dimaro, dissi che ci dovevamo preparare perché era una stagione complessa — ha ricordato Antonio —. Anche l’anno scorso c’erano tante voci sulla mia partenza, ma ho sempre detto di sperare di lasciare una base solida a fine del mio ciclo per dare fastidio alle solite note Juve, Inter e Milan. La stagione è stata difficile: quando introduci 9 o 11 giocatori nuovi, non perché si vogliano spendere soldi ma perché si doveva implementare la rosa, è inevitabile qualche difficoltà di inserimento. Arrivano teste che devono entrare in simbiosi col gruppo che c’era. Ci sono state difficoltà di inserimento, questo ci ha portato ad affrontare le competizioni non col numero che pensavamo. Poi ci sono stati tanti infortuni…”.
