ESCLUSIVA – Mandato sul primo Campus 3S in Umbria: “Perugia è una tappa fondamentale, vi spiego perchè”
In occasione della prima volta del Campus 3S in Umbria, Tommaso Mandato, avvocato, scrittore e procuratore sportivo, ha parlato in esclusiva a Ilnapolionline.com.
Prima di tutto volevo chiederle della novità che riguarda il Campus 3S, per la prima volta in Umbria, a “Pian del Massiano” (Perugia), dal 15 al 17 maggio.
“Siamo contenti e fieri della possibilità di essere presenti per la prima volta a Perugia con il nostro progetto Campus 3S. Perugia è una tappa fondamentale sia per la posizione geografica, al centro dell’Italia, sia perchè è meta di tanti turisti, di tanti ragazzi, e vogliamo portare avanti il nostro discorso sulla prevenzione, avendo anche fatto rete con diverse associazioni territoriali. Saremo impegnati venerdì, sabato e domenica: i primi due giorni con le visite mediche, e il terzo giorno, domenica mattina, organizzeremo una passeggiata di tre chilometri, per raccogliere fondi a favore dell’Istituto Serafico di Assisi. Spero che riusciremo nello scopo di fornire un buon servizio, sia sotto il profilo assistenziale-medico, sia per quanto riguarda un contributo economico per questo istituto che si muove in particolare coi ragazzi con disabilità”.
Dopo la delusione della sconfitta contro il Bologna, il Napoli rimanda il discorso qualificazione alla prossima contro il Pisa. Il secondo posto è un giusto traguardo?
“Il Napoli potrebbe raggiungere matematicamente il secondo posto contro il Pisa, dopo la debacle contro il Bologna. E’ chiaro che adesso la situazione si fa assolutamente importante, e questa partita contro i toscani, che prima sembrava solo una passerella finale per questa stagione, adesso diventa fondamentale, visto il passo falso appunto fatto contro il Bologna, e visto anche l’avvicinarsi di diversi contendenti. Sono fiducioso per la prossima gara, e credo ci sarà una forma di reazione, visto quello che è successo lunedì scorso”.
Il Napoli con la qualificazione si aggiudicherà il primo tesoretto da mettere nelle casse e investire, che mercato si aspetta?
“Sì, il Napoli deve raggiungere la qualificazione perchè è necessario che ci sia questa entrata economica, che oggi è diventata per molte squadre, compreso il Napoli, vitale. Avere la possibilità degli introiti della Champions, significa potersi muovere anche sul mercato, in considerazione del fatto che il Napoli quest’anno non è che abbia giocatori da vendere così come è stato negli anni passati, e quindi poter fare grandi plusvalenze. Sarà un mercato particolare, dove ci saranno da piazzare molti giocatori che rientreranno dai vari prestiti, e bisognerà cercare di capire quale sarà la linea, se il Napoli ritornerà a fare la solita del periodo di De Laurentiis, cioè con investimenti soprattutto su giocatori giovani, che potranno essere a loro volta rivenduti, o accontentare mister Conte su giocatori esperti che però costano. Io credo che sia difficile che si verifichi questa seconda possibilità, ma è necessario che ci sia l’incontro fra il tecnico ed il presidente”.
Stagione sfortunata, costellata di infortuni e relative assenze, si è dato una spiegazione a questi tanti infortuni?
“E’ stata davvero una stagione particolare, a cui è difficile dare una spiegazione. E’ chiaro che delle colpe ci sono e devono essere valutate attentamente, e non è tanto colpa di questo medico o quello, di questo massaggiatore o quello, ma è successo sicuramente che qualcosa si è bloccato nel meccanismo di collaborazione fra i vari reparti, a questo aggiungiamoci una buona dose di sfortuna, ed ecco che si sono verificati tanti, troppi, infortuni che hanno inevitabilmente condizionato quello che è stato il rendimento non solo del singolo calciatore ma della squadra. Ed è stato bravo l’allenatore, che nei momenti cruciali ha cercato di trovare le soluzioni idonee per far restare sempre attaccato il Napoli alle prime posizioni, e difenderle a denti stretti, nonostante le numerosissime tante assenze”.
Domanda secca: Conte resterà al Napoli?
“E’ difficile davvero dare una risposta, fare delle supposizioni è impresa ardua per un semplice motivo: siamo di fronte sicuramente ad una prospettiva diversa da come Conte è arrivato al Napoli, per ricostruire dopo quel decimo posto dopo Spalletti, che è stato deprimente e deleterio e che ha riportato il Napoli nel grigiore assoluto. Conte è un allenatore bravissimo, che ha vinto tanto e sappiamo che costa, non solo in termini di contratto personale e del proprio staff, costa perchè vuole giocatori pronti ed esperti, che hanno un costo d’ingaggio e cartellino non indifferente. Penso che quest’anno dopo l’uscita dalla Champions, che forse è stata la delusione dell’intera stagione, e che ha determinato un peso negativo, un handicap con dei mancati introiti, credo che il presidente sarà costretto a rivedere quelli che sono i programmi di rafforzamento. Quindi i due si incontreranno, e Conte sa che nel terzo anno si gioca qualcosa di difficile, anche perchè dopo uno scudetto vinto, un secondo posto, la vittoria di una Supercoppa, le aspettative restano alte, e se non hai la squadra che tu desideri, è difficile da poter attuare”
Se non dovesse restare, ha un nome in mente per sostituirlo?
“Il problema più grande nell’indicare, nell’ambito delle supposizioni, un allenatore che possa sostituire Conte, è abbastanza difficile, non tanto per un discorso tecnico-tattico, ma per quello che ha fatto Conte al Napoli. Gli è stato dato un compito, che poi ha preteso e accettato, assolutamente centrale, non solo di allenatore, ma anche di manager di questa squadra, cioè lui ha provveduto a portare avanti i calciatori che gli interessavano in entrata ed a deciso per quelli in uscita, e questa è stata da una parte la fortuna del Napoli, che ha ottenuto i risultati, ha vinto uno scudetto, la Supercoppa, ma dall’altro lato ha creato dei vuoti anche all’interno dell’organizzazione societaria. Perciò De Laurentiis, memore di quello che è successo nel dopo Spalletti ha l’obbligo, e anche la volontà, se dovesse andare via Conte, di organizzare anche l’assetto dirigenziale e solo dopo aver fatto questa ricostruzione, scegliere l’allenatore idoneo che risponda alle caratteristiche, non solo di una scommessa, pericolosa chiaramente qui a Napoli, ma un allenatore che conosca la piazza eventualmente, e che nello stesso tempo sia pronto a lottare per il vertice”
