Nell’incontro un poco di tutto: investimenti mirati, giù il tetto ingaggi e rientri economici. I dettagli

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NUOVE SOGLIE. Si incontreranno presto, dicevamo. E parleranno di ieri, oggi e futuro per testare la sintonia tra il piano del club e quello dell’allenatore. Il tempo di mettere le mani sulla Champions: è solo questione di giorni. Questione di feeling e di piani da analizzare dopo il ritorno nell’Europa d’élite. L’obiettivo minimo stagionale ma anche il massimo societario per un club che si autofinanzia e che sta ancora affrontando gli effetti di due mercati ricchi. Il primo, coinciso con l’arrivo di Conte dopo il decimo posto e l’esclusione dall’Europa, addirittura senza il sostegno degli introiti internazionali. Le conseguenze inevitabili sono due, l’una l’effetto dell’altra: dopo aver toccato vette altissime, l’obiettivo del Napoli è abbattere il monte ingaggi di una cinquantina di milioni; dopo l’affascinante parentesi aperta dai campioni ultra trentenni, gli investimenti saranno mirati e orientati soprattutto sui giovani di talento, calciatori in ascesa con prospettive sul mercato come ai tempi fu con Osimhen e Kvara (ma colpi così son una tantum, sia chiaro). Qualche big andrà via, a cominciare da Lukaku (ancora un anno di contratto a più di 8 milioni) e Juan Jesus (a zero). E potrebbero non essere i soli se con Anguissa la storia finirà. E maxi investimenti come Lucca e Lang, al rientro dai prestiti al Nottingham e al Galatasaray, andranno rivalutati in qualche modo: 65 milioni in due, 2 gol in due in cinque mesi.  

 

Fonte: CdS

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