Il ‘dossier’ centrocampisti contiene ovviamente altro: il Napoli, si legge su La Gazzetta dello Sport, non ha smesso di radiografare Joao Victor Gomes da Silva — semplicemente Joao Gomes — del Wolverhampton che ha ciò che serve, gli anni giusti (25), esperienza internazionale e anche quel fascino seducente che sprigiona qualsiasi brasiliano, soprattutto se inserito nel giro della Nazionale; e poi nella short list c’è Richard Rios (26), colombiano del Benfica, pure lui nazionale, pure lui uomo di lotta e di governo, pure lui ‘vivisezionato’ attraverso il lavoro di Manna e dell’area scouting. Però Atta sta un filino avanti, si direbbe in pole, nonostante i costi mai contenuti di una bottega assai cara come quella dell’Udinese che stavolta prevede una ventina di milioni di euro per la cessione di un leader di questa stagione.
Le statistiche, nel caso, sono assai significative: ventotto presenze — tutta colpa di un bicipite femorale che gliene ne ha fatte saltare quasi una mezza dozzina — infiocchettate da cinque gol e pure da un assist, una doppietta in settimana (alla Lazio), poi graffi sulla carne del Verona ma anche del Milan e dell’Inter, apparentemente un dettaglio ma di fatto una tendenza a non avvertire pressioni nelle partite che contano un po’ di più. E comunque, garanzie di personalità ce ne sono state in tutte le sue apparizioni, nelle varie prestazioni che il Napoli ha osservato con la lente di ingrandimento. Che Atta piaccia è indiscutibile, ma perché diventi un affare per tutti (come il mercato insegna) servirà pazienza: a De Laurentiis e a Pozzo non è mai mancata, per chiudere la cessione di Inler attesero sei mesi in religioso silenzio. E poi calarono la maschera.
