Il Mattino – Caos arbitri: Uefa potrebbe negare Euro2032 all’Italia

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Secondo quanto appreso da “Il Mattino” il caos arbitrale che ha investito il calcio italiano potrebbe avere delle conseguenze anche in ambito europeo. L’Uefa, infatti, potrebbe negare all’Italia la co-organizzazione di Euro 2032.
“La partita sul futuro del calcio italiano è ormai uno scontro politico aperto. Il copione sembra quella d’un film polacco: la batosta con la Bosnia e l’esclusione dal terzo mondiale consecutivo, le dimissioni di Gravina, le divisioni sul sostituto, lo spettro di un intervento esterno e un altro presunto scandalo arbitrale (quello del designatore Rocchi) quasi a legittimarlo.

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Così il calcio ora fa ancora più muro contro il commissariamento della Figc, che viola il principio di autonomia «tutelato da Uefa, Fifa e Cio». Al termine del consiglio federale di ieri, infatti, il presidente dimissionario Gabriele Gravina dirama una nota in cui fa sapere di aver apprezzato come le proposte di riforma della sua relazione «siano state riprese quasi per intero» nella bozza di disegno di legge del senatore Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia), ma denuncia «la gravità nella parte dove fa riferimento alla possibilità, stabilita per legge, di commissariare la Federcalcio».
Secondo il numero uno di via Allegri (in carica fino al 22 giugno), sarebbe un «atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti dello sport e del calcio». Lo sa bene, il governo, ma è un altro il motivo per cui non forza ancora la mano.
Era nell’aria la minaccia velata del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, di togliere all’Italia gli Europei del 2032 e di escludere le sue squadre dalle Coppe, in caso d’iniziativa politica per commissariare la Figc, la nota diffusa ieri è un altro avvertimento: «Al momento stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione riguardante la Figc. Il presidente della Uefa fanno sapere da Nyon non ha avuto alcun colloquio con rappresentanti o esponenti della Lega Serie A».
Ieri il presidente Ezio Simonelli era collegato da remoto in consiglio federale (come i consiglieri Beppe Marotta e l’avvocato Umberto Calcagno, numero uno Aic) e ha fissato per oggi alle 11.30 un cda a Milano per approfondire la vicenda del designatore Rocchi, che sta tenendo il campionato e tanti tifosi con il fiato sospeso.
Le mosse Il governo attende sviluppi dalla procura di Milano per giustificare l’eventuale commissariamento della Figc e bloccare le candidature (da presentare entro il 13 maggio) fino al voto del 22 giugno. Non ha ancora sciolto le riserve, Giancarlo Abete, presidente dei Dilettanti, pronto a correre per l’assemblea elettiva («Il commissario non è mai la soluzione») e spera di portare dalla sua parte il capo degli allenatori, Renzo Ulivieri, per il quale «non è certo il commissariamento la via migliore alle riforme».
Domani sia Abete che Giovanni Malagò (altro potenziale candidato, già sostenuto dalla Serie A) dovrebbero incontrare per la terza vota calciatori e tecnici, e l’eventuale scelta delle forze tecniche sarebbe decisiva (il pacchetto dei voti vale il 30%).
Intanto, è stata depositata in Figc la prima candidatura: la firma Renato Miele, ex difensore della Lazio di metà anni ’80; ma manca la prima condizione, l’appoggio di una delle componenti. L’obiettivo adesso è riuscire a trovare una quadra su un nome entro il 13 maggio e scansare il pericolo commissariamento.
Scottano le mani di Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, pressato pubblicamente dal ministro Abodi «a valutare i margini per intervenire sul calcio». Il numero uno dello sport italiano deve però attenersi allo statuto (mancano ad oggi tutte le condizioni previste dall’articolo 7 comma 5) per non rimetterci di suo: se convocasse la Giunta Nazionale e i presidenti federali non votassero il commissariamento Figc, infatti, Buonfiglio sarebbe costretto a dimettersi. Senza considerare che il suo provvedimento potrebbe essere impugnato al Tar. Non sarebbe un problema invece il nome del commissario: Buonfiglio stesso o, in seconda battuta, il segretario Carlo Mornati.”
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