No, non è un refuso. Per De Laurentiis, Scott è un perfetto profilo da attore di Hollywood. Per Conte, invece, è semplicemente un leader nato. Per lui, Scott ha fatto tutto quest\’anno e contro la Cremonese è tornato a giocare un po’ più indietro per trovarsi spazio adatto e decidere la gara. Il gol arriva immediatamente in apertura, ma nei primi 10′ lo scozzese è già l’azzurro più pericoloso. Arretrare per fare ancora più male. Com’è possibile? McTominay ha bisogno di campo davanti a sé per poter sfondare il muro avversario, assaltare le difese, essere decisivo. Lo scettro del nuovo tridente napoletano se l\’è preso lui ancora prima di entrare in campo. In una posizione, in realtà, molto ibrida, spesso scambiata con De Bruyne e in appoggio al compagno Politano, che dal suo lato aveva il compito di assisterlo. Scott non s\’è mai tirato indietro quest’anno (schierato in cinque ruoli diversi) e ha anche eguagliato sé stesso: l\’anno scorso furono 13 le reti stagionali, esattamente il numero di gol che conta ora. Vorrebbe superare il sé stesso del campionato, per farlo dovrebbe segnare altre tre volte nelle ultime quattro partite. Nulla di impossibile per lui. Il sempre presente. L\’uomo che non manca mai. Quante partite ha giocato con il Napoli fin qui? 76. E in 70 di queste era titolare. Più di 6mila minuti in campo. Contro la Cremonese ha messo insieme anche 5 recuperi per dare una mano alla sua difesa. E ora tuti si chiedono: ma esiste un Napoli senza McTominay?
