Alex Meret è nelle fila azzurre dal 2018, risultando di fatto il calciatore “più anziano” dal punto di vista delle stagioni disputate con la maglia partenopea. L’esperienza a Napoli, per il portiere friulano, non è soltanto la più lunga della sua carriera (otto stagioni, compresa quella attuale), ma anche la più vincente: due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e, volendo, anche l’Europeo 2021 con l’Italia.
Nonostante tutti questi successi, la vita del numero uno azzurro alle pendici del Vesuvio non è mai stata fino in fondo felice. Molti episodi, infatti, hanno lasciato amarezza nel corso di questi lunghi otto anni.
Basti pensare che Alex, acquistato nel 2018 dall’Udinese per un totale di 32 milioni di euro e descritto allora come uno dei portieri più promettenti del panorama italiano, si infortunò già al terzo allenamento con il club napoletano, procurandosi la frattura di un braccio. Un infortunio che lo tenne lontano dai campi per quattro mesi, obbligando il Napoli a intervenire nuovamente sul mercato, dove arrivò David Ospina, portiere esperto proveniente dall’Arsenal.
L’arrivo del colombiano complicò, in un certo senso, la piena crescita del giovane portiere azzurro. Gli infortuni, le scelte tecniche e le circostanze resero Meret un vero e proprio comprimario nella stagione 2018/19.
La stagione 2019/20, invece, sembrò promettere bene: Alex venne nominato titolare da Carlo Ancelotti, offrendo prestazioni da vero fuoriclasse e risultando uno dei migliori nella disastrosa prima parte di stagione del Napoli, che portò proprio all’esonero del tecnico. Al suo posto arrivò Gennaro Gattuso, che preferì per caratteristiche il collega Ospina.
Nonostante l’alternanza, Meret riuscì comunque a scrivere una pagina positiva della storia azzurra, parando un rigore decisivo nella finale di Coppa Italia 2020 a Paulo Dybala e regalando di fatto il trofeo al Napoli. Il tecnico calabrese continuò però a preferire il colombiano anche nella stagione successiva, fino al termine del campionato 2020/21.
Nel luglio del 2021 arrivò Luciano Spalletti, che inizialmente gli affidò le chiavi della porta. Tuttavia, un brutto infortunio alle vertebre nella seconda gara di campionato lo costrinse a restare a lungo lontano dai campi. Anche in quel caso la stagione fu giocata in larga parte dal collega ex Arsenal.
L’episodio che probabilmente segnò la rottura insanabile tra lui e l’ambiente napoletano risale però al termine della stagione 2021/22. Il Napoli era in piena corsa per lo Scudetto e Alex era titolare nella trasferta di Empoli. Nei dieci minuti finali, la squadra passò da un vantaggio di 0-2 a una sconfitta per 3-2 e, nello specifico, Meret commise un goffo errore in fase di rimessa che regalò il 2-2 agli avversari.
Da quel momento il tifo ha avuto solo parole negative per il portiere, tanto che nell’estate successiva fu vicino alla cessione allo Spezia, mentre il Napoli trattava Keylor Navas. Il destino volle però che la trattativa con il portiere parigino naufragasse e la società si trovò costretta a puntare nuovamente su di lui.
Alex ha vinto da protagonista due Scudetti in tre anni, diventando il portiere più vincente della storia azzurra e offrendo prestazioni decisive nelle annate 2022/23 e 2024/25. Tuttavia, quella frattura non si è mai sanata, né con il tifo né tantomeno sul campo, dove nonostante i recenti successi si ritrova relegato al ruolo di sostituto di Milinkovic-Savic nell’attuale stagione, con appena nove presenze complessive.
Con un contratto in scadenza nel 2027, tutto lascia pensare a un addio nella prossima estate. Mai una parola fuori posto, sempre professionale in campo, sempre pronto a difendere i colori azzurri quando chiamato in causa, ma mai davvero amato: un eroe senza gloria.
Quella di Alex Meret è una delle storie più felici e, allo stesso tempo, più tristi di questo club.
A cura di: Luigi Ferrigno

