“Sono stati spesi tanti soldi, ma non è arrivato il rendimento che ci si aspettava”
Meno cinque, però più otto: dare i numeri può essere un divertissement o un esercizio rassicurante, perché mentre il tempo scorre velocemente, Napoli scopre che la Champions è sempre più vicina. La vede, quasi la tocca, l’ex Massimo Mauro, che sbriciando qua e là sceglie persino di andare oltre e leggere nel futuro. Queste le sue parole riportate da La Gazzetta dello Sport:
Mauro, che senso si può dare a questo finale di stagione?
“Si analizza e si programma, come penso il Napoli faccia. La Champions League a me sembra garantita, ha un vantaggio rassicurante su Como e Roma; la prestazione con la Lazio ha disorientato, verissimo, ma se batte la Cremonese, e ne ha la possibilità e la forza, poi comincerà a studiarsi per bene”.
Le sembra una partita comoda, definiamola tale, ma anche una qualificazione inattaccabile, par di intuire.
“Bisogna aver rispetto della Cremonese e delle sue motivazioni, che sono altissime. Ma se i valori tecnici hanno un peso, e ce l’hanno, il Napoli deve vincerla e poi mettersi comodo in attesa di Milan-Juventus per la corsa al secondo posto. Alle spalle, il Como mi sembra si sia sgonfiato; e la Roma un po’ di problemi ambientali li deve affrontare”.
Lei cambierebbe tanto in prospettiva?
“Il discorso è ampio: a me, da lontano, la squadra sembra richieda interventi anche notevoli, perché è un po’ avanti con l’età. E poi il caso Lukaku ha un po’ spostato l’attenzione, perché una storia così bella, con un uomo-simbolo di quel livello, ha scatenato una scossa negativa. E poi c’è Conte: non ho capito se lui resta o no. Certo che è la persona adatta per partire sempre con le stesse, enormi ambizioni, ma non mi è chiaro come possa evolvere. Le frasi sulla Nazionale hanno spinto a interpretarle in un certo modo, lecito”.
Dalla Champions al futuro, insomma.
“Una società di questo livello, arrivata a essere sempre protagonista, con il monte ingaggi che ha non può permettersi di restare fuori da quel giro, altrimenti rischia di farsi male. E io penso – anzi ne sono certo – che le intenzioni siano sempre quelle di restare competitivi verso l’alto. Ma questa è una stagione che va passata al microscopio…”.
A cosa si riferisce di preciso?
“Beh, gli incidenti hanno rappresentato tema di discussione e un po’ hanno distratto: siamo convinti che siano state fatte scelte giuste al mercato? Eppure soldi ne sono stati spesi e tanti, senza che però da alcuni o da parecchi sia arrivato il rendimento che ci si aspettava”.
Stare tra le prime quattro – e con la Supercoppa in bacheca – può bastare per sentirsi soddisfatti?
“Gli infortuni hanno rappresentato un problema serio e però, non sembri un paradosso, anche un alibi. Nel giudizio complessivo, bisogna inserire anche l’eliminazione immediata dalla Champions League e persino quella della Coppa Italia. Poi ci sono altre letture più dirette: si può essere arrivati ad una fase in cui bisogna mettere in discussione pilastri del passato?”.
Sta parlando dell’apporto dei Fantastici 4?
“Non solo. Lobotka è un calciatore speciale ma dà la sensazione, come Anguissa, di aver speso quasi tutto. E se Lukaku sembra già proiettato altrove e De Bruyne non ha potuto offrire quel che si sognava, va aggiunto quel gruppo storico che con Spalletti prima e poi con Conte induce a sospettare di essere consumato. Cambiare è un rischio ma potrebbe essere anche non farlo. Una sola certezza: sarà vietato sbagliare gli interventi”.
Qualcosa è andata storto, nel complesso.
“Ci sono stati innesti che non si sono rivelati funzionali o sono stati di scarso o relativo impatto. In difesa, si sarebbero attese cose diverse da Beukema, costato oltre trenta milioni e utilizzato assai meno di quanto ci si aspettasse. Ma penso anche all’arrivo di Giovane. Poi ci sono attese su Alisson Santos, che però va verificato o diciamo è da costruire per la natura del Napoli, ormai un club che ha bisogno di garanzie tecniche”.
