Antonio Conte vive questo finale di stagione con un’idea molto chiara: niente distrazioni e nessun salto in avanti, ma concentrazione totale sulle ultime sei partite, dove conta solo il risultato. Quando parla della necessità di confrontarsi con il presidente Aurelio De Laurentiis, non lancia segnali di rottura, ma lascia intendere la complessità del contesto che lo circonda. Il suo approccio resta quello tipicamente “italiano”: attenzione all’estetica del gioco, cura dei dettagli tecnici e tattici, ma soprattutto capacità di adattarsi alle situazioni, cambiando strategia in corsa come già visto contro Milan e Parma. Ora però, con poco più di un mese alla fine, non c’è più spazio per lavorare sui difetti: si pensa solo all’efficacia e alla concretezza.
Sul piano del futuro, il discorso resta aperto ma non urgente. Il riferimento inevitabile è a Maurizio Sarri, l’unico negli ultimi anni capace di andare oltre i due anni di convivenza con De Laurentiis, centrando tre qualificazioni in Champions prima della separazione. Anche per Conte, quindi, non è da escludere una continuità, considerando che ha un contratto e che la questione economica non rappresenta un problema. Il suo percorso viene letto in modo positivo: ha dato solidità alla squadra, ha superato un momento difficile dopo Bologna senza perdere il gruppo e arriva ora da una serie utile di risultati.
Il Napoli è secondo e resta in corsa, anche se l’Inter è ormai vicinissima al traguardo. Allo stesso tempo, bisogna difendersi dal ritorno di Milan e Juventus, mantenendo equilibrio fino alla fine. In questo scenario, Il Mattino sottolinea come, nonostante i segnali positivi, a Napoli sia sempre difficile fare previsioni troppo ottimistiche: tutto dipenderà dalla tenuta della squadra in queste ultime partite.
