ADL a The Athletic: “Troppe squadre inutili, serve un calcio per i grandi bacini”
Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunghissima intervista alla testata americana “The Athletic”. Il patron ha toccato diversi temi tra cui le innovazioni di cui avrebbe bisogno il calcio.
“Il presidente del Napoli svela un po’ della sua ricetta per rivoluzionare il calcio: meno squadre, partite più brevi, cartellini gialli e rossi a tempo e anche club che abbiano solo un bacino di utenza importante. Dichiarazioni, inevitabilmente, destinate a far discutere: “Nelle governo del calcio un membro vale un voto e allora devono far giocare tutti, perché hanno bisogno dei voti. Quindi, se il signor Ceferin vuole essere rieletto, deve accontentare tutti. San Marino ha lo stesso peso elettorale dell’Italia o dell’Inghilterra! Per voi è normale? Io non credo! E in secondo luogo… Non si può avere una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti. Perché quando la squadra gioca su DAZN o su SKY, quanti spettatori guarderanno? 3.000? 4.000? E la pubblicità? Perché Sky o DAZN devono pagare un sacco di soldi per questo tipo di partita?“. De Laurentiis, dice The Athletic, ritiene che il campionato si divida di fatto tra poche squadre – “Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma” – che si contenderanno sempre trofei o un posto in Europa, e poi 10 squadre che lottano per evitare la retrocessione. “Quindi devi avere… almeno un milione di tifosi. Se ne hai 100.000 o 200.000, devi essere in un altro… girone“. Ma quei club, come il Sassuolo (di una città di 40.000 abitanti), non si sono forse guadagnati la promozione, proprio come il Napoli, dando lustro alla loro comunità e alla loro città? Il giornalista chiede, De Laurentiis fa un gesto di diniego con la mano. “Ma il Napoli ha 100 milioni di tifosi: è diverso”. Ed è per questo – anche – che De Laurentiis non lo vuole lasciare. Potrebbe tornare fisso al cinema con un progetto speciale (come quando voleva i diritti de Lo Squalo prima di Spielberg) oppure vendere o lasciare tutto ai figli. Certezze non ce ne sono ma… “preferisco lavorare che giocare a golf, a tennis, che andare in ferie. Faccio un lavoro fantastico e per tutta la vita mi sono sentito come se fossi sempre in vacanza“.
