Manifesto: dal latino manifestus, colto sul fatto, palese, chiaro ed evidente. Napoli-Lazio della stagione 2010-2011 fu proprio questo: un manifesto che rese evidente come quella fosse una squadra speciale.
Siamo alla 31esima giornata, il Napoli insegue il sogno Champions ed è tallonato dalla Lazio di Stefano Pioli, che si presenta al San Paolo per giocare uno scherzo alla banda Mazzarri. E ci sta anche riuscendo. Il primo tempo horror del Napoli consegna un 0-2 alla Lazio che sa di disfatta, di incubo. Nonostante si giochi alle 12:30, una delle prime partite di quella fascia oraria, per il Napoli l’alba spunterà nella ripresa.
Il secondo tempo si apre con il gol dell’ex Liverpool Dossena, che infiamma i 50mila di quella che ormai è diventata un’arena. Passano pochi minuti e il Napoli ha già pareggiato, grazie al primo gol della giornata di Cavani. Sembra tutto risolto, un piccolo sforzo e la partita cambierebbe padrone, ma il Dio del Calcio è scherzoso. Aronica ne commette una delle sue e la Lazio ripassa in vantaggio.
Da qui, la storia. Cavani pareggia su rigore e poi realizza uno dei gol più belli della sua avventura azzurra, un pallonetto a scavalcare Muslera che ancora oggi è negli occhi dei tifosi. Lo stadio esplode, viene addirittura inquadrato Adl del tutto in balia dei festeggiamenti.
Il destino di uno dei Napoli-Lazio più indimenticabili è stato appena compiuto.
di Lorenzo Capobianco
