Napoli, il precedente che non evoca bei ricordi

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Primo dell’anno con il botto in quel di Londra. Sponda blues è ufficiale la notizia delle dimissioni di Enzo Maresca.

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Il Chelsea sarà l’ultimo avversario dei partenopei in Champions League in casa, prima però l’importantissima trasferta di Copenaghen dove il Napoli è chiamato a vincere.

A Napoli esiste un modo per descrivere situazioni del genere se sfrega’ e mane” ( si sfrega le mani, un gesto di compiacimento malizioso), perché quando un allenatore lascia una squadra vuol dire che c’è qualcosa che non va, eppure con il Napoli c’è già un precedente che non evoca sorrisi a 32 denti per i tifosi azzurri.

Nel lontano 2012 il Napoli di Mazzarri tornava in Champions e riuscì a strappare una qualificazione storica agli ottavi, l’avversario? Il Chelsea.

La situazione dei blues in quel momento della stagione all’epoca non era così positiva come oggi. Il tecnico portoghese Villas Boas fu esonerato poche partite dopo aver perso l’andata degli ottavi contro gli azzurri per 3-1.

A Napoli era lecito iniziare a sognare di ottenere il passaggio del turno, ma la situazione non andò proprio così. Sulla panchina del Chelsea subentrò Roberto di Matteo. Il tecnico italiano ribaltò il risultato dell’andata ai supplementari (4-1) e addirittura portò il Chelsea alla vittoria della sua prima storica Champions League. Venne esonerato solo 5 mesi dopo.

Il parallelo regge poco, ed è giusto dirlo. Eppure c’è un dettaglio che merita attenzione: le storie non sono sovrapponibili, ma le situazioni sì. Ed è in questa somiglianza che va letto il richiamo al 2012: non come promessa, bensì come avvertimento. Perché anche allora una panchina lasciata sembrava il segnale di un fallimento annunciato. Poi il campo raccontò altro, a dimostrazione di quanto il calcio possa essere imprevedibile. Ed è proprio questo che ci spinge a seguirlo di più.

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