Raspadori è rimasto suo malgrado intrappolato in una sorta di equivoco tattico

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Raspadori è un attaccante puro, adora agire da centravanti o a ridosso della punta come accade in Nazionale, ma il Napoli ha giocato quasi sempre con il 4-3-3 e lui ha prima dovuto convivere con Osimhen e Simeone e poi con Lukaku e Simeone.

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Quando Conte ha cambiato sistema e Jack ha cominciato a fare quel che sa fare meglio, cioè a febbraio, ha marchiato col suo fuoco la cavalcata scudetto. Facile: 5 gol e un assist cruciali in 13 partite; 9 dal 1′. Da luglio, il tecnico lo ha provato da mezzala offensiva: una metamorfosi tattica nelle sue corde, ma pur sempre radicale. L’offerta dell’Atletico, e la voglia di trovare più continuità a 25 anni, hanno fatto il resto. E adios.
 

 

 Fonte: CdS

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