(Grafico) Milan/Napoli: Mazzarri attento ma non blindato

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Coperto ma non ermetico e consegnato al contropiede in netta inferiorità sull’onda di un unico principio: non prenderle. Contro Sarri il tema fu ispirato dall’emergenza tra assenze e squalifiche, ma ieri sull’aereo per Milano sono saltati tutti tranne Osi (in Africa) e Mario Rui (squalificato).

 

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Meret e Olivera tornano disponibili rispettivamente dopo 6 e 14 partite tra campionato e coppe e stasera ricominceranno dalla panchina. E così, considerando le indicazioni della settimana, in porta ci sarà Gollini; a giostrare nella difesa a tre Ostigard, Rrahmani e Juan Jesus, con l’ausilio degli esterni Di Lorenzo e Mazzocchi; a centrocampo, dicevamo, l’anima e il cuore saranno Anguissa, Lobotka e Zielinski; mentre Kvara dovrà innescare Simeone, ancora preferito a Jack, e spargere gocce di estro. E se per caso sarà la notte giusta, magari puro genio nel nome di quella paradisiaca libertà che Mazzarri spera di avergli ricavato. L’infernale Diavolo permettendo, per carità.

 

Milan

All’andata era stato costretto a saltare il big match per un infortunio, mancando la trasferta di Napoli e mancando soprattutto come tassello fondamentale per gli ingranaggi del Milan. Non a caso i rossoneri a ottobre, senza Loftus-Cheek per cinque partite, vinsero solo una sfida tra campionato e Champions. Stasera a San Siro l’inglese sarà uno dei protagonisti più attesi, alla luce dello status raggiunto in questi primi mesi con la maglia del Diavolo sia in termini di impatto sul rettangolo di gioco sia per la licenza di svariare su ogni zolla che Pioli gli ha concesso apertamente. E ieri in conferenza il tecnico milanista ha confermato l’orientamento: «Non sto pensando a novità sulla trequarti. Lì c’è Ruben che è il nostro giocatore offensivo del centrocampo». Una presenza fondamentale per gli equilibri della squadra, in grado di bilanciare e allo stesso tempo aumentare il carico offensivo a seconda delle necessità. Lo testimoniano anche i 5 gol messi a segno fin qui dall’ex Chelsea, partito dalla panchina in campionato appena 4 volte su 20 quando era a disposizione. Un altro punto chiave riguarda la sua intesa con Pulisic, eredità dei tempi del Chelsea in cui è stata affinata la corsa negli spazi e il gioco di sponda che in più occasioni si sono visti anche quest’anno a Milano.

 

Fonte e grafico CdS

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