Ieri in città riunione senza De Laurentiis, con il ds Meluso e il capo scout Micheli. Cosa dice il contratto di Garcia

Vertice DeLa-Garcia al Maradona dopo la Fiorentina Esonero congelato ma il presidente è preoccupato e riflette. Antonio è considerato il top, in lista Tudor

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Aurelio De Laurentiis ha licenziato il suo allenatore. Del Bari: mentre il mondo era concentrato sulla crisi dell’ammiraglia, i campioni d’Italia, il presidente Serie Bè intervenuto innanzitutto sull’altro club di famiglia esonerando Raffale Mignani. Rudi Garcia, invece, è ancora il tecnico del Napoli. Per il momento: la sintesi di una notte e una mattina di incontri e confronti è che Rudi resta in carica ma la sua posizione è debolissima. Appesa a un filo. A fortissimo rischio e oggetto di valutazioni e riflessioni che non sono e non possono essere slegate dalla difficoltà di reperire un sostituto che sia all’altezza del patrimonio tecnico della squadra. Dello scudetto e dell’eredità lasciata da Spalletti: una cassaforte piena di ricchezze finora investite male o addirittura sperperate dal suo successore, impegnato sin dalle prime scene della prima conferenza stampa in un tentativo poco comprensibile e mai riuscito di sterzare nettamente rispetto al (glorioso) passato. La sconfitta con la Fiorentina ma soprattutto la resa tecnico-tattica, la confusione, le sostituzioni illegibili e l’agitazione sottolineata dalle reazioni stizzite dei giocatori – domenica è toccato a Politano – hanno acuito il senso del tilt. All’improvviso, inaspettatamente: dopo due vittorie consecutive in campionato e una bella prova in Champions con il Real, nonostante la sconfitta.

 

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De Laurentiis è legittimamente incavolato nero e notevolmente preoccupato. Lui come il popolo. Con l’aggravante di avere lo scudetto sul petto, ma di trovarsi momentaneamente fuori dalla zona Champions (-3), in netto ritardo dal primo posto (-7) e con una squadra scontenta, pieni di casi individuali per svariate conte spallettimotivazioni e distante dal progetto di rivoluzione francese: per il Napoli, un club che si autofinanzia, il quarto posto è vita, aria pura e ossigeno per il mercato, ma proprio per questo motivo sarebbe capestro sbagliare scelta in un momento così delicato ed esporsi ad altri rischi dopo la scommessa estiva. Il cinematografico casting con De Zerbi, Thiago Motta e Italiano candidati ideali però irragiungibili, non è replicabile: Antonio Conte è libero, piace moltissimo e non chiude le porte, però a certe condizioni. Profilo prestigioso e obiettivo conteso, anche perché United e Psg potrebbero diventare chance per lui, ma comunque possibile: e non è poco. Poi c’è Igor Tudor, reduce dall’OM: i nomi credibili, al momento, sono questi. L’elenco dei liberi comprenderebbe anche Potter, Gallardo, il pluridecorato monsieur Zidane… Ma vabbè. Piedi per terra e lucidità.

IL CONTRATTO. Nota fondamentale: il contratto triennale di Garcia (opzioni comprese) prevede una clausola a favore del Napoli, e ciò significa che in caso di separazione avrebbe lo stipendio da 2,8 milioni circa garantito fino al 30 giugno e poi il club sarebbe sollevato con una famosissima Pec.  Fonte: CdS

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