Non c’è nessun veto per il Maradona, ma di un’autorizzazione

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E’ ancora negli occhi di tutti quello che è successo domenica sera all’esterno e all’interno dello stadio Maradona di Fuorigrotta, prima e durante Napoli-Milan, quando gruppi di tifosi hanno protestato per il divieto di portare allo stadio tamburi, striscioni e bandiere, ma in realtà, come scrive oggi Il Mattino, non c’è nessun divieto. “Tolleranza verso “bandieroni” e altro? Zero. Né il Napoli né la questura pensano di cambiare le regole ritenute restrittive. Anche perché non possono. Sono disposizioni nazionali a stabilire le modalità di accesso sugli spalti di bandiere e tamburi. E vale per il Napoli e per tutti i club (basta vedere il regolamento di Roma, Juventus, Inter e così via). Dettaglio non di poco conto: al centro della diatriba ci sono le bandiere di grandi dimensioni quelle che, per definizione, impediscono la visuale agli altri spettatori. Non certo le bandiere più piccole, che infatti domenica sera sventolavano sia nei distinti che in altri settori del Maradona. Ecco, quello che non può accedere in curva è questo genere di materiale coreografico qui. Che, sia chiaro, non sono vietati, potrebbero tranquillamente entrare. Ma a una condizione: il nulla osta del Gos. Tradotto: vanno autorizzati. La cosa che non piace, probabilmente, ai gruppi organizzati che vorrebbero muoversi senza vincoli. Tutto ciò che viene autorizzato dal Gruppo Operativo di Sicurezza, in via preventiva, dietro una richiesta scritta avanzata anche da una sola persona che deve indicare le proprie generalità, può fare il proprio ingresso sugli spalti. L’ok preventivo deve avvenire anche per striscioni, coreografie e tamburi. Dunque, non è vero che sono vietati: è vero che va richiesto il permesso di portarli. Cosa che i gruppi Ultras non intendono fare. Sui bengala, invece, nessun tipo di possibilità di accesso: sono oggetti pericolosi”.

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