L’ambasciatore messicano in Italia tifa Napoli: “Con lo scudetto Lozano rinnoverebbe volentieri”

Tifoso speciale che viene dal Messico parla anche di Ochoa della Salernitana

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 C’entra meno Lozano, tanto Maradona. «Studiavo a Roma quando gli azzurri trionfavano con Diego, nasce da lì il legame poi rinsaldato dall’arrivo del Chucky contemporaneamente alla mia nomina. Anche il mio omologo italiano in Messico Luigi De Chiara è tifoso partenopeo, napoletano di nascita: siamo ancora più uniti», spiega Carlos Garcia de Alba. È stato varie volte a Fuorigrotta, dà priorità allo scudetto («Anche se per scaramanzia non va dato per fatto, ma stiamo facendo bene anche in Champions: lecito sognare»), parla in prima persona: «Sono tifoso accanito».

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EL CHUCKY
Dalla “Tricolor” al tricolore: Lozano può diventare il primo messicano a vincere in Serie A. «Facciamo le “corna”. Ho conosciuto il Chucky quando ero console a Los Angeles ed è nata un’amicizia, ci scriviamo spesso», racconta il diplomatico. «Negli ultimi mesi è tornato ad essere colui che abbiamo sempre apprezzato, superando gli infortuni. In patria occupa un posto di rilievo tra i tifosi, spero possa fare altrettanto a Napoli». Balla il contratto in scadenza nel 2024. «Lui dice di essere contento: si è sistemato, la famiglia sta bene lì. Ha quasi 28 anni, è nel pieno della carriera. Vincere il campionato sarebbe importante per il rinnovo».
IL PROGETTO
L’anno scorso le federazioni di Italia e Messico, con le rispettive leghe maggiori, hanno siglato un accordo di collaborazione su gestione calcistica, infrastrutture, arbitri, calcio femminile. Altri link nel tempo: Italia-Germania 4-3 e la «mano de Dios» dell’86. «Ma nel ’70 voi ci buttaste fuori dalla Coppa del Mondo. Il Messico porta spesso bene all’Italia. Nel 2026 l’Azteca ospiterà per la terza volta i Mondiali, sono convinto ci sarà la squadra di Mancini. Quanto ad Argentina-Inghilterra, impossibile dimenticare l’episodio; ero in Italia, frequentavo La Sapienza. Non c’era il Var», aggiunge con un sorriso.

 

IL PORTIERE
La manona ce la sta mettendo Ochoa per difendere i pali della Salernitana. Si può definire ambasciatore calcistico messicano in Italia, per impatto in campo e sui social. «Pochi portieri hanno la sua velocità e prontezza di riflessi. È riferimento del nostro calcio da tempo, ha già conquistato i granata. Si pensava andasse in pensione dopo essere tornato in patria, invece ha ricominciato a girare. Sta vincendo la scommessa. Memo è low profile e spero possa centrare il suo sesto Mondiale, magari da giocatore della Salernitana. Sarò a Salerno a fine aprile con mio figlio per incontrarlo, dico grazie per l’opportunità al presidente Iervolino».

Fonte: Il Mattino

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