Simeone, parte nell’ombra di Osimhen ma segna più di Halland

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SETTE PER CENTO. Sia chiaro: vivere all’ombra di Osimhen, il meglio del momento, potrebbe quantomeno smorzare l’entusiasmo di un vice di 27 anni, e invece le interpretazioni del ruolo di Simeone sono un esempio che tutti gli aspiranti calciatori dovrebbero imparare a memoria: uomo squadra irriducibile, sempre grato, sempre sul pezzo. Tremendamente: 8 gol in 17 presenze e 525 minuti (esclusi recuperi); 3 in campionato, 4 in Champions e uno in Coppa Italia. E poi, beh, che medie: una rete ogni 53,3 minuti in Serie A; una ogni 61 minuti in Champions; una ogni 66 minuti in generale. Nessuno tiene il ritmo del suo tango, in Europa: Haaland fa centro una volta ogni 67 minuti, Mbappé una ogni 83 e Osi una ogni 101. Barbaro, direbbe lui in castigliano di Baires; pazzesco. Un po’ come il giochetto con la Roma: aveva il 7 per cento di segnare, 7 possibilità su 100 di battere Rui Patricio, e l’ha fatto sembrare facile. Lui è un virtuoso della meditazione e magari la pratica aiuta la sua concentrazione, per carità, ma vedendolo giocare con quegli occhi di brace chi direbbe che è un centravanti zen? Non scherziamo: è il Cholito.

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Fonte: CdS

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