Il trittico, più il “mercoledì da leone”, è un Napoli che non si accontenta

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Il trittico del Napoli, riguarda, le ultime tre partite giocate in otto giorno: il risultato
finale, in termini di gioco e di risultati, è chiaroscuro, infatti, i cinque punti sui nove
totali non sembrano soddisfare le aspettative suscitate dai primi due scintillanti incontri
con squadre nettamente inferiori, dal punto di vista tecnico.

 

A Firenze, nonostante l’opaca prestazione, Lozano ha sciaguratamente divorato un gol, scegliendo di fare la cosa più difficile, e ignorando tra l’altro l’appoggio al nigeriano che, liberissimo, avrebbe
potuta insaccarla di testa o di petto o di coscia, evocando una simpatica pubblicità:
“petto o coscia?”. E sarebbe stata una vittoria non proprio meritata sul piano piano
puramente estetico ma, come si dice in genere, è il marchio certificato di una Grande,
che sa vincere anche quando gioca male. Ma il punto ci può “scappare” a Firenze. La
gara di mezzo settimana, quella con il Lecce, è stata un fallimento sotto il profilo
mentale. L’approccio psicologico molle, ha indirizzato l’interpretazione agonistica in una
prestazione in cui son mancate intensità (“cazzimma”), la velocità della trasmissione del
pallone e il movimento senza palla, caratteristiche queste fondamentali contro le squadre
che si difendono in undici, fermo restando che, la concentrazione, ovvero la capacità di
“essere presente all’evento” in modo integrale, è necessaria in ogni gara. L’hanno scorso
tale carenza ha costituito il vulnus degli Azzurri, facendo emergere una sorte di “male
oscuro”. Qui si combinano le abilità del trainer e della personalità dei singoli giocatore.
Per il popolo partenopeo, sembrano presentarsi i fantasmi della passata stagione, avendo
perso punti essenziale con le Piccole, per la lotta allo scudetto fino alla fine. Le attese
contro la Lazio sembravano perciò essere in ribasso, ma eccoti, dopo una prima breve
fase iniziale timida, torna “in sé” tutto il centrocampo napoletano, che protegge la fase
difensiva e agevola quella propositiva e soverchia totalmente quello avversario. Allora il
“Trittico”, farmaco che favorisce il sonno e che contrasta l’ansia, lo si dovrebbe
prescrivere ai tifosi napoletani, in vista della partita con il Liverpool? Ansia per la
caratura internazionale degli inglesi, che fanno sempre paura? Ansia mista a euforia per
le elevate aspettative post Lazio? Si riuscirà a dormire? Ma la gara contro i Reds va oltre
l’inimmaginabile, per la brillantezza dello stato fisico della squadra, per la lucidità tattica
espressa, per la meravigliosa capacità di contrastare e ripartire in supersonica velocità,
per la scelta di “essere presente all’evento” con tutto il corpo, con tutta l’anima, con tutta
la volontà di fondersi in un’unica “entità” con gli spettatori sugli spalti. Ecco, è questo, il
Trittico, più la partita di Champion, (già consegnata agli annali come la gara più regale
degli Azzurri), è proprio questo il trittico che vogliono somministrarsi i tifosi del Napoli.
E senza i dannosi effetti collaterali!!

A cura di Maurizio Santopietro ® (Riproduzione vietata senza la citazione di fonte e autore)

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