Da Kipiani a Kvaratskhelia: quando la fantasia vince sul freddo ragionamento

La tradizione georgiana presenta giocatori di grande talento e creatività

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Da Kipiani a Kvaratskhelia, passando per Metreveli, il calcio georgiano ha regalato all’Europa artisti del pallone dimenticati e riscoperti grazie all’uragano georgiano che si è abbattuto sulla Serie A e sul Liverpool facendo “a pezzi la fascia destra dei Reds“, parola di Michael Owen. Un elogio al calcio d’altri tempi, quando il talento valeva molto più dei numeri, delle statistiche e di tutto ciò che ha generato il calcio di oggi così rigido e scientifico, che predilige la tattica alla tecnica. Kvaratskhelia ci ricorda che la tattica può essere disintegrata dal talento e lui l’ha dimostrato, ma a sorprendere non sono tanto le prestazioni e i 4 gol segnati in 5 partite di Serie A, sorprende il repertorio: dribbling, cambio passo, tiro di destro o di sinistro, di potenza o precisione, colpo di testa, cross, pressing, recupero palla. Ha talento puro, classe cristallina che sembra uscita fuori da un’epoca lontana per ricordarci che il calcio è gioia prima di freddi calcoli. Forse per questo piace così tanto questo suo modo di giocare senza pensieri, senza preoccuparsi delle conseguenze di una giocata sbagliata. Kvaratskhelia si è preso il mondo in una notte di Champions da incorniciare: “Kvaratskhelia ha segnato in ogni modo ed è sembrato pienamente sicuro di sé in ogni giocata, come se fosse già perfettamente integrato in una macchina fluida. Com’è possibile che vada tutto così bene fin da subito?“, si chiede Nicky Bandini sul Guardian. Kvaravaggio, Kvaradona, Kvratskhelia: chiamatelo come volete, ha già vinto lui.

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