Parla la vicina di casa: «Dries è fantastico l’ha giurato: non lascerà mai la città»

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C’è un mondo là fuori, più lontano di quel terrazzo che ha saputo fare la storia, affacciato su un profilo bellissimo e indimenticabile. C’è un mondo che spaventa ed è quello di Dries Mertens, che alle spalle ha messo il saluto alla sua Napoli e ora ha di fronte il verde intenso di Lovanio, che è sempre stata casa sua ma oggi non sa curare le ferite. «Tu sì una cosa grande pe’ Me(rtens)» recita l’ultimo striscione affisso di fronte Palazzo Donn’Anna, l’ultimo dei tanti squilli d’amore di una piazza che ha tanti pregi ma anche un difetto: non essere mai pronta a salutare chi va via. E proprio in quel Palazzo che per anni ha visto l’inquilino Mertens vincere, perdere, gioire ed esultare, disperarsi, diventare papà, la signora Lia ha vissuto fianco a fianco di un campione che ha rivoltato Napoli come un calzino senza mai staccare i piedi da terra. «Se mi sporgo da casa mia, vedo che non hanno portato via niente», Lia Rumma è una gallerista famosa in città. Che per un semplice gioco del destino si è ritrovata accanto uno degli artisti più famosi della Napoli del pallone.
Cosa vuol dire essere vicina di casa di Mertens?
«È sempre stato un vicino impeccabile. E infatti sono contenta che le cose di Dries e della sua famiglia siano ancora qui, a casa loro».
Qualcosa cambierà, ora.
«Mi spiace che con il Napoli non si possa proseguire insieme la strada cominciata anni fa. Una decisione assurda, per me: Mertens è un campione, ben al di là dei soldi e dell’età. Sento dire in giro che è vecchio, ma per me mandarlo via è solo un danno per la città e per la squadra. Mi mancherà, mancherà a tutti».
Ma ha chiarito che non darà via la sua casa a Posillipo.
«E per questo devo ringraziarlo, ha mantenuto la sua promessa».
Quale promessa?
«Fin da quando l’ho conosciuto la prima volta, mi ha sempre ripetuto che non sarebbe mai andato via da Napoli. Andrà via dalla squadra, ma mai dalla città».
Come si spiega questo legame così forte?
«In un solo modo: la terra degli artisti è una terra comune, non ci sono limiti, non esistono confini. Dries è un artista e ha trovato qui quello che cercava, ha tutti i valori che Napoli racchiude: è intelligente, molto sensibile, una persona perbene. E più l’artista è grande, più il suo allontanamento può far male».
Un campione non solo in campo?
«Le dico che una volta, rientrando a tarda notte, lo vedo uscire di casa con una decina di pizze. Le stava portando ai senzatetto affamati. Non doveva niente a Napoli, ma si sentiva sempre in debito per quello che riceveva».
Era abitudine bussare alla sua porta?
«Sì. E una volta gli ho aperto mentre avevo ospite Marina Abramovic. Ero felice, avevo fatto incontrare due grandi artisti, anche se in due campi differenti. Conservo ancora con affetto le foto di quel pomeriggio. Così come tutte le bottiglie di champagne che mi ha regalato».
Cosa gli ha scritto quando ha saputo della partenza?
«Gli ho mandato una canzone. Torna cantata da Claudio Villa. «’Sta casa aspetta a te» dice il testo. È intelligente e ironico, saprà bene interpretare il mio messaggio».
Ma poi rientrerà a Napoli e accanto a lei: cosa gli dirà?
«Niente, ma lo abbraccerò appena torna. Mi aveva promesso che non sarebbe mai andato via. Mi fa felice: ha mantenuto la parola data».
Fonte: Il Mattino
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