Ecco quando è scattata la decisione della Stirr Associates di Mertens
Enorme distanza tra le parti, rinnovo ad oggi improbabile
La svolta a fine settimana, quando da Bruxelles sono arrivate le richieste al Napoli prima al telefono e poi attraverso delle mail: De Laurentiis era stato chiaro con Mertens e i suoi avvocati, durante i colloqui preliminari prima della chiusura del campionato. Avevo chiesto loro di fare il primo passo, ovvero presentare la loro offerta per poter continuare l’avventura napoletana. Tenendo conto delle esigenze di risparmiare. Una base su cui, poi, eventualmente limare le questioni. Ma certamente, ovvio, una offerta al di sotto dello stipendio attuale che era di circa 3,5 milioni. Chissà perché erano tutti certi che Dries avrebbe dato la disponibilità a ridursi il suo ingaggio. Invece, non è andata così. In realtà, mai Mertens aveva dato segnali di disponibilità in questo senso. Quattro milioni non sono una base per una trattativa con il Napoli, in questo momento: Mertens lo sa bene, lo sa per primo. Forse è solo un modo per uscire di scena in maniera plateale. Nove anni formidabili finiscono così, senza neanche potersene godere il ricordo di un saluto in uno stadio. Finiscono quasi più in fretta di una causa di divorzio.
Quello di Mertens è un addio lunghissimo, pieno di grazia. Non è questione di vil denaro, qui si tratta di valutazione che ognuno fa. Da una parte il Napoli, dall’altra il calciatore. Non deve esserci per forza un cattivo e un buono in questa vicenda. Ma c’è una distanza siderale con quella che è la realtà del momento. Un ingaggio che il Napoli non può sostenere: 8 milioni lordi (più altri bonus alla firma). Oggi non esiste una sola possibilità che Mertens resti, come d’altronde era chiaro da mesi: ed è vero che magari non l’ha voluto lui, ma di certo anche lui non ha fatto nulla per evitarlo. Ha fatto i suoi ragionamenti, non ha accettato qualunque cifra o qualunque data di scadenza. È andata diversamente. Sarà difficile spiegarlo ai tifosi, quelli che avrebbero voluto il loro totem in eterno a Napoli. Dietro questa faraonica richiesta, probabilmente anche la voglia di chiudere a testa alta: meglio rimpianti che sopportati. In ogni caso, i titoli di coda fanno sempre un certo effetto.
Fonte: Il Mattino
