Luciano Spalletti: “Koulibaly? I leader si costruiscono nel tempo. I nostri tifosi devono prendere esempio dall’Atalanta e dal Genoa”

Il tecnico del Napoli condanna gli scontri di La Spezia

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Lo ha detto una settimana fa a De Laurentiis in occasione di un incontro faccia a faccia, lo ha ripetuto all’intero Stato maggiore del club venerdì in riunione e poi lo ha spiegato pubblicamente sabato, alla vigilia della partita con lo Spezia: Spalletti vuole che Koulibaly continui a giocare con il Napoli. Ed è pronto a ripetere il concetto all’infinito:

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«Il club sa bene cosa penso di Kalidou: ci sono uomini che hanno cose differenti. I buoni calciatori si comprano, i leader si creano con il lavoro nel tempo».

E ancora: «Mertens? La storia parla per lui: è un leader di cui il calcio ha bisogno per fare cose importanti».

La linea è chiarissima, insomma. E fonda su una solida motivazione di base: «I nostri dirigenti stanno già preparando il futuro, ma non si può mettere tutto a posto in dieci giorni: dovremo essere bravi a inserirci in certe situazioni e a rispondere se dovessero andare via certi giocatori. Determinati addii potrebbero abbassare l’autostima della squadra».

Per il momento è certificato quello di Insigne e il prossimo dovrebbe essere quello di Ospina, un altro dei punti fermi indicati dall’allenatore alla vigilia della programmazione. Immancabile, ovviamente, la condanna agli scontri: «È una cosa che ci spacca il cuore». 

 


KK&DRIES. E allora, l’ultimo giorno della stagione coincide con il primo della nuova: il Napoli ha conquistato la Champions e il terzo posto in largo anticipo e Spalletti è già proiettato a quel che sarà. L’incertezza in questa fase è notevole, palpabile, e così in attesa di capire l’evoluzione di alcune situazioni di mercato è meglio ribadire i capisaldi.

«È difficile creare il sentimento che Koulibaly ha per questa squadra e la stessa professionalità. Rimetterle in un altro calciatore non è facile: quando è arrivato non era questo»

 Il Barça lo vuole ma De Laurentiis, che lo valuta 40 milioni di euro a un anno dalla scadenza, ha dichiarato che i blaugrana non hanno presentate offerte. Il rinnovo, nel frattempo, è escluso: troppa differenza tra domanda e proposta. Il contratto di Mertens, invece, è scaduto proprio come quello di Ospina, ma a differenza del portiere non è ancora andato in scena l’incontro decisivo per rinnovare: «Ciò che ha prodotto per questa squadra racconta che Dries è un leader: quando dico che serve forza non intendo per fare il tiro alla fune, bensì di forza strutturale e anche di esplosività».

CHE DISPIACERE. Spalletti, insomma, ritiene Koulibaly e Mertens due colonne imprescindibili della ricostruzione: «Il Napoli deve mantenere questa qualità tecnica: dalla fase offensiva si creano i presupposti per i gol. Bisogna preservare l’uomo che inventa dal nulla, i geni di questo calcio: Insigne parte ma la società ha preso un calciatore simile come Kvaratskhelia, con quelle caratteristiche. Poi bisognerà vederlo nel nostro campionato».

Finale dedicato agli scontri tra tifosi: «Dispiace molto, bisogna comportarsi diversamente: lo stadio serve a tutti per divertirsi, ci sono famiglie e non si possono vedere episodi del genere. A Bergamo e a Marassi i tifosi hanno festeggiato l’Atalanta e il Genoa nonostante l’uscita dall’Europa e la retrocessione: quello è il modo giusto». 

BALDINI. La chiusura di Spalletti è per un uomo del suo team. «Una cosa permettetemi di dirla: come staff, con la partenza di Daniele Baldini, peggioreremo certamente. Baldini, oltre a essere un amico è mio collaboratore storico, vero uomo di calcio, un allenatore che potrebbe tranquillamente allenare in serie A. Rispetto la sua decisione di fermarsi ma non posso che essere preoccupato per il vuoto che lascerà all’interno dello staff». 

Fonte: CdS

 

 

 

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