De Laurentiis dovrà vendere il Bari. Duro colpo dalla giustizia sportiva “LINEA GRAVINA”. Pronto il ricorso

La famiglia De Laurentiis presenterà ricorso contro la sentenza

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Il Tribunale federale ha ribadito la “linea Gravina” sulle multiproprietà: quelle che resistono dopo il caso di Lazio e Salernitana, cioè Napoli-Bari per i De Laurentiis Verona-Mantova per Maurizio Setti, vanno risolte entro il 2024-25. Il primo grado della giustizia calcistica ha rigettato ieri il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, contro la modifica dell’art. 16 bis NOIF. 

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SCONTRO – Si tratta della norma, deliberata il 1 ottobre 2021 dal CF, che non soltanto impedisce a un imprenditore di possedere due club nella stessa categoria, ma non ammette nemmeno partecipazioni o situazioni di controllo in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o di un parente fino al quarto grado. L’inosservanza comporta la decadenza dell’affiliazione del club acquistato per ultimo. La sentenza del tribunale è arrivata al termine di un’udienza rinviata più volte poiché la famiglia De Laurentiis chiedeva fosse svolta in presenza e, infatti, ieri sia Aurelio che Luigi si sono presentati davanti ai giudici. Hanno chiesto più tempo rispetto ai limiti fissati dal consiglio federale, ma soprattutto hanno considerato ingiusta la norma poiché “retroattiva”. Nel momento in cui il Bari passò alla famiglia De Laurentiis nel 2018, la multiproprietà non era stata ancora bandita, ma per il tribunale non sarebbe un elemento sufficiente. C’è poi un altro risvolto, che verrà approfondito nelle motivazioni della sentenza: la storia di Lotito insegna che con due club nella stessa categoria (Lazio-Salernitana) cedere il secondo diventa automatico.

RICORSO. «Siamo molto delusi, non ce lo aspettavamo perché dopo oltre un’ora di dibattimento le sensazioni erano altre – ha dichiarato Mattia Grassani, legale della famiglia De Laurentiis gli interventi dei due presidenti avevano chiarito come la norma che vieta le multiproprietà a tutti i livelli non può essere applicata retroattivamente. Il 7 maggio 2021 la federazione aveva ribadito come l’unico limite fosse quello della stessa categoria. Il legislatore federale si rivela quindi contraddittorio e questo non è accettabile». L’avvocato promette battaglia: «Questo è solo il primo tempo di una partita che vedrà Filmauro, Napoli e Bari impugnare la decisione perché così si penalizza ingiustamente la libertà di impresa sportiva». Entro 7 giorni dalla pubblicazione delle motivazioni scatterà quindi il ricorso in appello. E in caso di ulteriore diniego, Grassani si rivolgerà al Collegio di Garanzia del Coni per poi passare in ambito amministrativo al Tar del Lazio e al Collegio di Stato

Fonte: G. Marota, Corriere dello Sport

 

 

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