Matteo Politano: “Il gol? Io e Insigne ci siamo capiti al volo”
L'esterno destro del Napoli racconta il retroscena sullo 0-2 di Bergamo
Gesti tecnici e gestualità da scudetto. Ovvero: ieri, dopo il gol del 2-0 realizzato con un sinistro micidiale, Politano ha sfoggiato un inequivocabile movimento con la mano, combinato con un’espressione altrettanto eloquente. Come a dire, senza falsa modestia: mamma mia che abbiamo fatto, che gran giocata, che bellezza. Ebbene sì, la punizione del raddoppio del Napoli è stata un misto di furbizia, intelligenza e tecnica pure: bravissimo Insigne a rifinire, bravissimo Matteo a fare il bis. E a interrompere un digiuno in campionato che durava dall’11 settembre 2021 con la Juve al Maradona: 204 giorni e ventisette giornate. Che dire: tempismo perfetto per tornare a segnare: «Siamo molto felici e carichi, ma ora non dobbiamo fermarci. Anzi: dobbiamo vincerle tutte fino alla fine».
LO SCHEMA. E allora, il piano-Politano: 21 punti in sette partite, en plein. E più che una frase fatta, un qualcosa da dire tanto per, la sua ambizione sembra proprio quella dell’intera squadra: è un discorso che negli ultimi tempi hanno ripetuti in tanti, compreso Koulibaly. Colui che Spalletti definisce: il Comandante, la guida. Il progetto è arduo e complesso, per carità, ma tutto sommato il discorso non fa una piega: gli azzurri sanno perfettamente che per conquistare lo scudetto, soprattutto considerando la concorrenza agguerritissima delle milanesi, serviranno gli straordinari. E cose straordinarie proprio come lo schema su punizione dipinto ieri sulla tela verde di Bergamo: «Sì, è vero, era preparato. Ma con giocatori diversi», rivela Politano. Evidentemente in allenamento il terminale era un altro. «Io e Lorenzo, però, ci siamo guardati e ci siamo capiti al volo». E al volo, cioè di prima, lui ha colpito Musso con un gancio-piede sinistro perfetto. Secco, pieno e imparabile: di tempo per tornare a segnare ce ne ha messo, Matteo, ma la seconda rete del suo campionato è stata davvero da applausi.
GLI ITALIANI. Tra l’altro, romantico è anche il senso della storia: a fare centro sono stati due degli uomini più delusi del momento, visto che entrambi erano reduci dalla delusione-Mondiale con l’Italia. «Insigne mi ha dato una palla straordinaria: certe cose le proviamo in allenamento, si, ma poi in campo è anche un gioco di sguardi e di opportunità che può darti il compagno». Anche Politano, per la verità, ha regalato ai suoi l’opportunità di gestire la partita con la tranquillità del doppio vantaggio: oro colato, considerando il calibro e le caratteristiche dell’avversario. «L’Atalanta è sempre una squadra insidiosa per quel modo di giocare uno contro uno. In casa, poi, pressano a tutto campo». Asfissianti, sì. «Noi, però, l’avevamo preparata bene e forti di una consapevolezza: sapevamo perfettamente di doverla vincere». Già, per ambire allo scudetto è quel che serviva. «Lo spogliatoio è carichissimo: ripeto, ora ci aspettano altre sette partite e dobbiamo vincerle tutte». F. Mandarini (Cds)
