A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Juventus-Napoli

Approfondimento su Juventus-Napoli

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Juventus-Napoli: mentre la pandemia nel mondo continua ad evolversi e fare paura, la Lega calcio ha deciso di non fermare il campionato.

Juventus-Napoli rischia di essere ricordata come la sfida simbolo di questo terribile virus chiamato Covid, che continua a spaventare e mietere vittime in tutti gli angoli del mondo. Ma visto che “the show must go on“, bianconeri e partenopei sono scesi comunque in campo ieri sera allo “Juventus Stadium” per il posticipo della prima giornata di ritorno del campionato di serie A. Alla fine la partita termina col punteggio di 1-1 grazie alle reti di Mertens Chiesa con palla leggermente deviata da Lobotka.

Ecco di seguito i principali spunti del match:

  • Il finto vincitore: torno sulla vicenda Insigne perchè è il vero tema della settimana, col capitano azzurro che ha firmato per il campionato canadese. Dal mio punto di vista il calciatore è liberissimo di accasarsi con chi vuole e io non ho dubbi sulla sua professionalità fino all’ultimo giorno, ma far uscire le foto delle firme a due giorni da Juventus-Napoli è una sconfitta totale per il suo procuratore. In questa circostanza ha messo in difficoltà il suo assistito nei confronti di una piazza che potrebbe accanirsi (speriamo di no) contro di lui e non è stato in grado di portare una buona offerta da nessun club europeo che potesse evitare ad Insigne di svernare a soli trent’anni. Un atteggiamento che personalmente da uomo libero ritengo palesi tutta l’inesperienza da parte di questo procuratore nel gestire calciatori di alto livello che ha preferito mettere in luce sè stesso piuttosto che curare realmente gli interessi del suo assistito. Detto questo: BUONA FORTUNA CAPITANO!

 

  • La prescrizione medico scientifica: per un anno abbiamo ascoltato battutine e frecciatine sull’ ASL di Napoli che lo scorso gennaio bloccò Juventus-Napoli, facendo passare la struttura sanitaria partenopea per la Curva B. E invece ieri l’ASL di Torino ha stabilito che il Torino per soli tre casi non sarebbe potuto partire per Bergamo, mentre Juventus-Napoli si sarebbe potuta giocare perchè non c’era alcun focolaio. Fermo restando che Torino è e sarà sempre del Torino, mi chiedo quale fosse la logica nascosta sulla scelta differente nella stessa giornata? Anzi l’unico intervento è stato per ribadire che i giocatori in isolamento (Zielinski-Lobotka-Rrhamani) non avrebbero dovuto assolutamente giocare ieri sera contro i bianconeri. Ora però questi signori, che di professione fanno i medici, si prenderanno la responsabilità delle possibili conseguenze (che speriamo non ci siano) per aver fatto disputare la sfida.

 

  • La sudditanza mediatica: c’è un ex arbitro che non voglio citare, la cui carriera mediocre può essere letta in un trafiletto di  poche righe su Wikipedia, che da qualche anno si erge a moviolista ufficiale e palesa un fenomeno mai vissuto prima. Si è sempre parlato di sudditanza psicologica da parte degli arbitri nei confronti dei club potenti, ma il suo è il primo caso certificato di “sudditanza mediatica” anche dopo aver smesso di arbitrare, ad esempio in diretta televisiva durante Milan-Napoli si era affrettato a dire che il fuorigioco contro i rossoneri non doveva esserci. Ieri ha visto un rigore per la Juventus, che magari poteva essere anche fischiato, e non ha visto un rigore per il Napoli, che poteva ugualmente essere fischiato. Sembra di rivivere alcune scene di fantozziana memoria in cui alla presenza del “Megadirettore” (in questo caso le potenti d’Italia) il ragioniere più famoso della storia si alzava per fare l’inchino e ossequiare. Un mio consiglio: ESSERE LIBERI NON HA PREZZO!

 

  • L’assedio finale: l’unico momento reale di pressione la formazione bianconera l’ha dato al 96′ e 30”, quando l’arbitro Sozza ha fischiato la fine della partita. Un accerchiamento vergognoso nei confronti del giovane direttore che ha ricordato in pieno la famosa “testata” di Bonucci Rizzoli (ricorderete come il buon  Don Abbondio, pardon Don Nicola sminuì anni dopo l’episodio nel derby, crucciandosi anni dopo solo di non aver espulso un calciatore del Torino). Qualche imprecisione dell’arbitro che forse avrebbe potuto dare un rigore per parte (per me non c’erano entrambi) e troppa generosità nei confronti di Cuadrado (che io personalmente ogni domenica caccerei fuori dopo 5 minuti per doppia simulazione), ma per il resto ho visto una prestazione di alto livello. Eppure Allegri ha avuto anche da ridire perchè a suo parere mancavano un paio di minuti di recupero in più, aggiungendo  poi che al Napoli mancavano quattro calciatori, invece di complimentarsi con gli avversari. Quando brucia brucia a tutti, ma almeno risparmiateci il famoso STILE JUVENTUS, perchè è sparito da diversi anni, proprio come i due scudetti revocati..

 

  • Il cuore: con soli dodici giocatori di movimento (di cui tre che rischiano sanzioni amministrative ed Elmas che si alterna tra essere positivo e negativo) e senza allenatore (anche lui positivo), il Napoli sfoggia una prestazione gagliarda. Sembrava tutto apparecchiato per rendere i partenopei l’agnello sacrificale al cospetto di un avversario che ha recuperato prezzi pregiati per la sfida di ieri. I partenopei invece hanno giocato alla grandissima e senza alcun timore reverenziale, avendo il controllo del match per diversi minuti con l’unica pecca di non aver  affondato il colpo negli ultimi venti metri. Nonostante le pochissime alternative in panchina, il Napoli sarebbe potuto anche uscire dallo “Juventus Stadium” con i tre punti, purtroppo l’ennesimo autogol (deviazione leggerissima ma pesante) subito ci fa tornare a casa soddisfatti per quanto mostrato durante i novanta minuti.

Articolo a cura di Marco Lepore

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