Milan/Napoli: Kessie e Anguissa, la next generation dei mediani!

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C’è stato un tempo nella storia del calcio in cui chi era mediano doveva picchiare. E basta. Luciano Ligabue – che di mestiere fa il cantante, non il calciatore – su questo ruolo ci ha quasi costruito una carriera. Dura la vita del mediano: «che natura non ti ha dato, né lo spunto della punta, né del 10 che peccato». Come tante cose, però, anche il ruolo del mediano ha subito un’evoluzione. A partire dal punto di vista semantico: da mediano a mezzala, cioè da quello che deve stare in mezzo al campo a quello che è un po’ deve stare in mezzo e un po’ è ala. Da questo punto di vista Zambo Anguissa e Frank Kessie sono tra i massimi esponenti dell’evoluzione del ruolo. Provare a superarli (nell’uno contro uno o in velocità) rientra nella sfera delle «Missioni impossibili», ma le loro qualità sono tali che una volta borseggiato il pallone al malcapitato di turno, sanno anche cosa farne. E non si tratta del passaggio a un metro per il compagno più vicino. Allungano la falcata, si buttano dentro (come dicono in Premier, fanno il «box to box») e diventano a tutti gli effetti degli attaccanti aggiunti. Al netto dei calci di rigore di Kessie, segnano poco, ma il contributo in entrambe le metà campo è quasi impossibile da quantificare. Lo sanno bene Pioli e Spalletti che pensano alla coppa d’Africa e si fanno venire il mal di testa.

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Fonte: IL Mattino

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