Sassuolo-Napoli: nove mesi dopo e la frase di Insigne negli spogliatoi

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Oggi capitano, nove mesi fa profeta. Questa è la storia di un discorso datato, di un monologo da rileggere attentamente come il passo fondamentale di un vecchio libro; che conservato nell’armadietto di un campionato ormai andato e consegnato alla storia; era il 3 marzo, e dopo aver incassato il rigore di un incredibile 3-3 all’ultimo respiro, al 95′ minuto. Lorenzo Insigne si lasciò prima andare a una pubblica sfuriata di rabbia mista a delusione rientrando negli spogliatoi, salvo poi pronunciare in privato parole intense e costruttive ai compagni – insieme con Ghoulam – che facevano pressappoco così; «Siamo una squadra da scudetto e invece siamo qui a lottare per il sesto-settimo posto. Non è possibile». Quel giorno il Napoli incontrò proprio il Sassuolo, e dunque l’avversario di oggi, e a ripensarci bene quelle frasi suonano quasi come una specie di profezia; gli azzurri sono primi in beata solitudine con 3 punti di vantaggio sul Milan; sebbene sia ancora presto per fare certi calcoli e certi ragionamenti definitivi è palese che figurino tra i più autorevoli candidati al titolo.

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Countdown

La calma, comunque, è una virtù che non dovrà mancare mai in questo momento così delicato: sia di squadra, perché il Napoli sta provando a scrollarsi di dosso i problemi collezionati a raffica nell’ultimo periodo per tener testa al rock delle milanesi, sia personale. Proprio così: tra un mese Insigne diventerà ufficialmente un capitano svincolato. Un parametro zero: se Natale non infiocchetterà un pacchetto regalo con il rinnovo, e dunque se l’accordo con De Laurentiis continuerà a essere un’incognita, dal 1° gennaio 2022 Lorenzo potrà firmare per qualsiasi club. Strana situazione in uno dei momenti più esaltanti della sua lunga vita azzurra. Quello di una squadra da scudetto: come aveva detto lui.

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Fonte: CdS

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