Spalletti: “Mi hanno dato risposte importanti, si vince da squadra”

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È uno e centomila nel corso dello stesso match. Una specie di camaleonte, questo Napoli targato Spalletti. Una squadra diversa e mutevole, che si adatta al nemico, ora un modulo e dopo qualche minuto chissà, forse un altro, e ancora uno…
Spalletti, una partita dominata? «Si è detto che ci interessa poco l’Europa League, la risposta l’hanno data i calciatori. Il fatto di non riuscire a sbloccare una partita difficile poteva farci rischiare di perdere ordine. E il pericolo era subire le ripartenze, perché questo Legia ha vinto anche con il Leicester. Bisognava solo trovare un po’ di fortuna nelle conclusioni».
Tante facce cambiate nel corso della serata. «Siamo stati quasi perfetti. Chi ha giocato si è fatto trovare pronto. Non ho visto differenze. Quando si hanno tanti calciatori in avanti, le varianti sono molte. Elmas e Politano hanno dato grande disponibilità al sacrificio e sono felicissimo della prestazione. Difficile poter far meglio di quello che abbiamo fatto. Mi è piaciuto l’atteggiamento, la risposta che mi hanno dato è stata importante. Si vince da squadra, non ci sono vittorie se ognuno pensa in maniera individuale» ».
Che gruppo ha a sua disposizione? «L’intelligenza dei calciatori è quella che fa la differenza. I risultati di squadra sono fondamentali: fallita la Champions, non c’era mercato per nessuno di loro. E lo hanno visto. Per questo è importante il risultato collettivo. Se lo capiscono che c’è l’obiettivo della squadra che è come un salvadanaio che va diviso solo a fine anno, che bisogna non pensare ai risultati personali ma a quelli di tutti noi. Se non lo fanno, glielo ricordo io».
Il Napoli ora è in corsa per il primo posto? «Chi è entrato lo ha fatto in maniera feroce. Bisogna passare il turno, non è facile incastrare questi impegni, da qualche parte abbiamo abbondanza, ma da qualche altra parte ci manca qualcosa. Per vincere contro Leicester o Legia bisogna essere un collettivo importante, bisogna fare un’azione feroce, bisogna rincorrere. E queste prestazione mettono a dura prova ogni cosa».
Osimhen sembra determinante ogni volta. «È abituato alle praterie, ma piano piano sta imparando a conoscere come accorciare, come aiutare i compagni. E sono proprio i compagni a fargli vedere anche le cose come si fanno. Vuol stare dentro la squadra, fa di tutto per esserci»
È più pericoloso Mourinho adesso dopo i 6 gol presi ieri in Norvegia? «Lui è sempre pericoloso, sa sempre come comportarsi. Non mi preoccupa il risultato di ieri della Roma, il turno lo passano. La forza è quella dell’allenatore. Le facce che fa non sono sempre quelle vere, anche quando mi chiama Spallettone magari scherza. La Roma è forte e noi lo sappiamo».
Il Mattino
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