Leicester-Napoli, due soluzioni dell’Uefa per evitare la quarantena a 9 giocatori

I due club dovranno lavorare di diplomazia per la questione Covid nel Regno Unito

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Il Napoli è in costante contatto con l’Uefa perché alla luce della normativa anti-Covid in vigore in Gran Bretagna Osimhen, Ospina, Koulibaly, Anguissa e Rrhamani non potrà far ingresso nel Regno Unito mercoledì pomeriggio quando è previsto l’arrivo del charter azzurro a Leicester. È una caso non di poco conto, visto quello che è successo in Brasile durante il match con l’Argentina. Ed è una questione che i club, Napoli compreso, hanno affidato all’Uefa. Ed è chiaro che tocca a Ceferin trovare una soluzione con il governo inglese, per evitare che ai giocatori venga imposta la quarantena una volta messo piede a Leicester. In queste ore sono febbrili le iniziative diplomatiche e la Uefa pensa anche a due soluzioni alternative: ovvero Leicester-Napoli potrebbe giocarsi in campo neutro, oppure potrebbe essere disposta l’inversione di campo. C’è un dettaglio, poco rassicurante: perché il Leicester, al contrario di Liverpool, Manchester City e United, non ha vietato la partenza dei suoi stranieri nei Paesi inseriti nella lista rossa. Iheanacho e Ndidi (Nigeria), Daka (Zambia) e Amartey (Gamba) hanno però preso parte solo alla prima partita internazionale delle rispettive nazionali e poi sono ripartiti per l’Inghilterra dove adesso sono in quarantena per rispettare le normative sanitarie. Nessun problema, invece, per il rientro in Italia degli stranieri del Napoli: il protocollo del ministero della Salute prevede l’ingresso per i vaccinati. E gli azzurri sono tutti vaccinati.

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Fonte: P. Taormina Il Mattino

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