Ribellione – Nazionali e quarantena  anche la A contro la Fifa. Rischio isolamento al ritorno in Italia

I club non vogliono che i calciatori partano per Paesi a rischio Covid

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L a pausa delle Nazionali è una finestra sul mondo. Ma stavolta, affacciandosi, s’intravede un baratro. I campionati e i club rischiano di finirci dentro, senza avere la certezza di cosa ne sarà dei loro calciatori, una volta ritornati a casa. Le restrizioni ai viaggi, adottate dai governi a causa del Covid-19, stanno infatti creando una vera crisi diplomatica.

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Perché, da una parte, la FIFA “obbliga” le società a far partire i propri tesserati; ma, dall’altra, in quasi tutti i Paesi (Italia inclusa), sono ancora in vigore gli obblighi di quarantena al ritorno da zone dove il numero dei contagi è alto.

 

LEGA

Ieri sera, con un comunicato, la Lega Serie A ha detto di voler sostenere «in ogni sede la decisione dei propri Club di non rilasciare i calciatori convocati dalle rappresentative nazionali per giocare in paesi al cui rientro in Italia sia previsto l’isolamento fiduciario in ottemperanza alle disposizioni di legge vigenti in materia di virus Sars-Cov-2». È uno scontro tra istituzioni calcistiche, al quale l’Italia si è unita dopo le prese di posizione di Premier League e Liga. I primi club a far emergere il problema sono stati Liverpool e Manchester City, preoccupati dai 10 giorni di isolamento a cui deve sottoporsi chiunque torni da Paesi in “red list”. 


INFANTINO

«La decisione della Fifa di non estendere le eccezioni alle convocazioni per i Paesi dove sussista un obbligo di quarantena al rientro e le diverse limitazioni connesse alla diffusione della pandemia – si legge sempre nella nota della Lega Serie A – creerebbero disparità competitive per le squadre». Infantino, numero uno del calcio mondiale, nel pomeriggio aveva scritto al premier britannico, Johnson: «Ho suggerito di applicare il modello di Euro 2020. Spagna e Inghilterra condividono anche la responsabilità di preservare e proteggere l’integrità sportiva delle competizioni in tutto il mondo». Della serie: non esistono solo i vostri tornei. «Il rilascio dei giocatori è questione di grande urgenza – ha aggiunto il presidente Fifa – Chiedo una dimostrazione di solidarietà da parte di ogni associazione membro Fifa, di ogni Lega e di ogni club». 

A cura di Giorgio Marota (CdS)

 

 

 

 

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