Il retroscena – Quel contratto fino al 2023 pronto e mai firmato

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Mattino/Retroscena – Incassata la fiducia ieri sera, sembra passata una vita dal pomeriggio del 12 gennaio quando dalla mail dello studio Grassani parte la bozza definitiva del contratto che prevede il prolungamento della permanenza di Gattuso fino al 30 giugno del 2023. Ottenuto il via libera anche da una delle tradizionali consulenti ai diritti di immagine della Filmauro, l’avvocato Ponti, dopo una serie di numerose modifiche, c’era stato anche il sigillo dei legali del tecnico calabrese che, come raccontato, aveva legato la firma solenne a un ultimo incontro, in cui definire con De Laurentiis i progetti condivisi. In tredici giorni lo scenario appare totalmente ribaltato: i malumori di De Laurentiis sono esplosi dopo il deludente ko di Verona e hanno congelato il lavoro di un mese e mezzo degli uffici legali del Napoli e di Gattuso. Ieri la frenata sul futuro assieme. Almeno in questa stagione. Poi si vedrà. D’altronde, non sono una novità gli scatti di rabbia del patron nei confronti di un suo tecnico. Pubblici o sospirati. Con Sarri, la notte della sconfitta in Champions con il Real Madrid nel 2017, mentre l’Europa intera si congratulava per la prestazione del Bernabeu, lui esplose. «Non capisco certe scelte: dico solo che ogni anno spendo e mi troverò a fine stagione con molti giocatori che non avranno mai giocato». Sarri per due giorni pensò se dimettersi. Alla fine rimase. E i due proseguirono assieme per un altro anno e mezzo. Segnale che, spesso, anche De Laurentiis si diverte con le piroette. Ventiquattr’ore prima la finale di Doha della Supercoppa 2014 gelò Benitez: «Se non resta ce ne faremo una ragione». Rafone sulla tempistica quasi non ci dormì la notte. Insomma, con il presidente tutti gli scenari sono sempre possibili. +

ANIMO TUMULTUOSO

Il patron è fatto così. Quando una cosa non va per il verso giusto, non riesce a nasconderlo. A volte in pubblico, a volte confidandolo. Lui è il padre padrone del club. Ci può stare. A Verona, magari, vedendo qualche giocatore affaticato, si è chiesto perché invece non far giocare Lobotka, Rrhamani, Elmas che pure sono costati molti milioni e preferire, invece, giocatori in scadenza come Maksimovic. Da qui, si racconta, il giro di chiamate per capire cosa fare. Che ieri ha detto non erano vere. Uno dei suo più stretti amici del calcio è, da un po’ di tempo, Massimiliano Allegri: è stato proprio lui, dopo aver declinato l’invito di subentrare ad Ancelotti, a suggerire il nome di Gattuso. In meno di due settimane, è chiaro, è passato dall’idea di continuare il progetto con Gattuso alla delusione di Verona e alla necessità di ribadire pubblicamente la fiducia. Stasera sarà allo stadio. Ma colpi di scena non sono annunciati. Almeno per adesso.

P. Taormina (Il mattino)

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