Un mediano come Bakayoko non c’è mai stato, uno così alto e quindi solido, una quercia alla cui ombra riparare nei momenti complessi di una partita e di una stagione. E’ il sesto centrocampista che mancava, quello utile per potersi poi sbizzarrire nel gioco delle coppie o anche nella evoluzione di un’idea che fosse diversa eppure simile a quella preferita: si può continuare con il 4-3-3 o anche rischiare di svilupparsi attraverso la copertura di due centrocampisti, utile per liberare la fantasia e la spregiudicatezza che abbonda in attacco. Bakayoko rappresenta la «novità», ed è anche gustosa, si direbbe sontuosa, l’anello di congiunzione tra il passato più recente e il futuro più immediato che il 17 ottobre, quando il pallone si rimetterà a rotolare, verrà racchiusa in Napoli-Atalanta, mica una partita qualsiasi, e nella capacità di avere un interditore per fronteggiare la furia abbagliante e seducente del Gasp. Fonte: C dS
