Paolo Ciabattini, economista: “la Juventus è obbligata a fare 155 milioni di plusvalenze”

“Dopo gli acquisti di Higuain e di Ronaldo, la situazione economica della Juventus è completamente degenerata”

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Paolo Ciabattini, economista, a ‘Punto Nuovo Sport Show’, Radio Punto Nuovo: “È evidente che l’impatto negativo del Covid-19 verrà preso in considerazione. Le perdite che riguardano tutte le voci del fatturato, impatteranno i conti economici dei club. Molti bilanci sono pesantemente in rosso o condizionate dalle plusvalenze. Le operazioni di mercato della Juventus sono dettate dalla situazione del loro bilancio, del gap di fatturato che c’è con i maggiori club europei ed ha molto poco a che fare con necessità tecniche. Ronaldo? Il suo acquisto non si sta rilevando un affare, da nessun punto di vista. Condiziona molto la squadra e gli allenatori, parliamo di 15 gol a campionato, target che può raggiungere anche Petagna con la SPAL. Una percentuale di tiri verso la porta più basse del campionato. La Juventus nell’anno 2015/16 aveva un conto economico in linea con il fatturato, un indebitamento netto della metà rispetto a quello attuale, una squadra molto più forte. Nel 2017 decidono di comprare un giocatore di quasi 30 anni per una cifra folle rispetto ai parametri della Juve: Higuain. Non ha portato quello che avrebbe dovuto portare. La situazione è degenerata con il primo anno di Ronaldo, con un gap tra costo e ricavi di 170 milioni. La Juventus è obbligata a fare 155 milioni di plusvalenze, una rosa mal distribuita nei ruoli, costosissima, zeppa di giocatori infortunati, con un monte ingaggi alle stelle. A peggiorare la situazione c’è la semestrale del 2020 che evidenzia altri 100 milioni di gap tra costi e ricavi. Non prendo in considerazione l’impatto economico del Covid. Dunque la Juventus ha bisogno di fare plusvalenze, anche quest’anno. L’anno prossimo, mantenendo l’attuale rosa, parliamo di 180 milioni di costi in più. Pallotta? Chiude i nove mesi con una perdita di 126 milioni. Anche la Roma dovrà fare ricorso alle plusvalenze. Tuttavia ha la metà dell’indebitamento della Juve che ammonta a 480milioni. La squadra attuale della Juventus è molto meno forte di quella che è espressa dal costo della rosa. Ciò che più mi ha colpito, tra le tante scelte sbagliate, è la politica dei rinnovi d’ingaggio. Rinnovare da 4 a 6 milioni un giocatore come Khedira, avanti con gli anni, sempre infortunato, ha dell’incomprensibile. Spendere tutto per De Ligt, con un ingaggio esorbitante, creando turbolenze in tutta la struttura degli ingaggi della rosa. Rinnovare Bonucci a 37 anni, per me è incomprensibile. La Lazio ha gli stipendi che sono ¼ di quelli della Juventus. De Laurentiis? Valuto i bilanci e la capacità di coniugare risultati di bilancio e quelli sportivi. Tanto di capello. È riuscito anche a rimediare – in questa stagione disastrosa – l’allenatore giusto ed una coppa. È molto bravo”.

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