Porte chiuse, campo neutro e safe zone: Sono veramente utili?

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Un’idea per tutti: maxi ritiro fino all’ultima giornata. Lo consigliano i ritmi frenetici delle partite e l’esigenza di tenere i calciatori isolati. Si potrà tornare a giocare a calcio solo nel momento in cui le condizioni sanitarie lo permetteranno. La premessa è scontata, ma resta obbligatoria. E non sarà soltanto il calcio a ripartire, ma anche una parte del Paese. Solo che accadrà, comunque, con la pandemia non ancora definitivamente sconfitta. Non sono da escludere, quindi, nuovi calciatori (o componenti degli staff oppure tra i dirigenti) contagiati, dopo quelli, ufficialmente 16, che hanno caratterizzato la prima ondata.

Significa che ci si dovrà fermare nuovamente?

Beh, se fosse davvero questa la prospettiva, allora non avrebbe nemmeno senso immaginare di ripartire: meglio appendere il cartello “chiuso” alla stagione. Occorre, però, prevedere in anticipo come gestire il problema. Che, peraltro, potrebbe riproporsi anche a settembre, dunque nella nuova stagione. La Figc si appoggerà ad una commissione medico-scientifica allo scopo di varare un protocollo per la ripresa degli allenamenti. In aggiunta, sono al vaglio tutta un’altra serie di ipotesi per alzare al massimo il livello di sicurezza nel momento in cui le squadre torneranno in campo. Le porte chiuse sono già da dare per scontate, ma poi si passa dal controllo costante della positività dei calciatori ai maxi-ritiri, dalle safe-zone alle gare in campo neutro. Intanto, cominciamo a rispondere ad alcune domande.

 

Può essere necessario effettuare un tampone ai calciatori nell’immediatezza della partita?

Il tampone dà una risposta puntuale, ovvero testa la positività solo in quel momento. Significa che, considerando il ritmo al quale si giocherebbe per recuperare tutte le partite, se ne dovrebbe fare uno quasi ogni giorno: difficile crederlo anche solo per una questione di tempo. Dovessero essere adottati definitivamente, potrebbero essere utili pure i test sierologici, che individuano chi è riuscito a recuperare uno stato di salute normale dopo l’infezione.

Occorre prevedere ritiri pre-partita?

Come già sottolineato, si giocherà talmente spesso che i giocatori saranno quasi sempre in ritiro. Ecco perché qualcuno ha anche pensato ad un unico maxi-ritiro, che cominci con la prima partita e si concluda con l’ultima. In questo modo i giocatori resterebbero più isolati.

Potrebbe essere utile un tracciamento dei contatti?

In caso di positività di un elemento all’interno di una squadra, certamente sì. In questo modo, infatti, verrebbe individuato con chi è entrato in contatto, provvedendo ai controlli del caso.

Se un’intera squadra si trovasse costretta a restare in isolamento, perderebbe a tavolino?

L’isolamento durerebbe non meno di due settimane. In mezzo ad un finale di stagione ultra-concentrato non sarebbe possibile e diventerebbe obbligatorio stoppare di nuovo tutto. Ecco perché non è pensabile che basti un’unica positività per chiudere nuovamente il calcio.

Se una squadra ha i suoi giocatori più importanti in isolamento, ma molti altri sono negativi, dopo un tampone, e quindi in grado di giocare, può chiedere il rinvio della partita?

Dovendo concentrare tante gare in un arco di tempo molto limitato, non è pensabile accettare altri rinvii. L’impianto faticosamente costruito e incastrato finirebbe per collassare. Anche per questa eventualità, però, dovrà essere gestita con un protocollo preciso, che non consenta dubbi o incertezze.

Cosa accadrebbe se venisse istituito un nuovo lockdown completo, magari solo per alcune zone o paesi, e una squadra si trovasse nell’impossibilità di raggiungere il luogo di una partita?

E’ il motivo per cui si è pensato alle safe-zone e alla gare in campo neutro. L’idea sarebbe quella di concentrare i ritiri delle squadre e anche le partite solo in aree sicure, limitando quindi anche gli spostamenti. Ma il vero problema riguarda le Coppe, visto che le varie nazioni si trovano in situazioni diverse per l’evoluzione del contagio. Ragion per cui sarebbe più semplice organizzare final four o final eight per concludere Champions ed Europa League.

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