Basta così è davvero troppo: Stop agli allenamenti!

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Al tempo del Coronavirus il calcio continua a vivere nel suo mondo assurdo. Autoreferenziale fino alle estreme conseguenze, sebbene anche il calcio si ammali. Sono state date ieri le notizie della positività dello juventino Dybala e del milanista Maldini jr (colpito dal virus come suo padre Paolo, ex bandiera e dirigente del club). I calciatori di serie A salgono a 14.

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Ma non basta. Mentre le istituzioni politiche, sanitarie, sportive si affannano a chiedere a tutti di non muoversi da casa nelle prossime settimaneL’unica arma è il distanziamento sociale», ha ribadito ieri il professore Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore della Sanità), ci sono presidenti che hanno stabilito nei prossimi giorni la ripresa degli allenamenti, come De Laurentiis, che ha concesso al Napoli uno slittamento di sole 48 ore, da domani a mercoledì.

  • Che senso ha, dato che è molto vaga l’indicazione per la ripresa del campionato?
  • Perché mettere a repentaglio la salute di tecnici, giocatori, dirigenti, impiegati?
  • Ma come fanno i medici dei club ad accettare simili imposizioni calate dall’alto. Visto che le loro associazioni spostano almeno a inizio/metà aprile il via libera per gli allenamenti?
  • Nei confronti di chi viene esercitata questa prova di forza?

I rischi di contagio sono altissimi anche con le doverose precauzioni che si adottano in un centro sportivo. Non serve il parere di un virologo di chiara fama. Basta il buonsenso per capire che al lavoro in questi giorni devono esservi pochissime categorie professionali e che quella dei calciatori certamente non è tra queste.

Come ha sottolineato Lukaku: «Perché giocare? Perché correre rischi per la salute?». È auspicabile che il buonsenso prevalga e che De Laurentiis e altri colleghi presidenti valutino gli enormi rischi di accelerare i tempi per far allenare i giocatori, impauriti come lo siamo tutti. Si rinvii a data da destinarsi la ripresa degli allenamenti perché al momento non c’è una data per far tornare il mondo alla normalità.

Il calcio ha già commesso errori di sottovalutazione in queste settimane. Con partite a porte aperte e/o chiuse e con prefetti costretti a intervenire per non far giocare le semifinali di Coppa Italia a Torino e Napoli. Per non parlare dell’Uefa, che ha sospeso le coppe e rinviato l’Europeo solo quando la curva dei morti è paurosamente schizzata verso l’alto. Basta così: è davvero troppo. Fonte: Il Mattino

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