Il fortino di Nyon alla fine è capitolato: L’Europeo slitta di un anno

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La Uefa doveva scegliere chi buttare dalla torre: la Champions o l’Europeo? E non c’era dubbio su chi avrebbe sacrificato. La resa a Nyon nel primo pomeriggio di ieri. Una resa annunciata con largo anticipo, perché i club erano pronti alle barricate, persino a negare il permesso ai propri tesserati di rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali, se Ceferin non avesse alzato bandiera bianca.

Ma non ce ne è stato bisogno, perché l’inedito asse tra le leghe e le federazioni ha retto fino in fondo. E così il fortino dell’Uefa è capitolato. Le società (e le federazioni) vogliono riprendere e concludere i campionati, o almeno vogliono provarci. E indicano una data potenziale per il ritorno in campo: il 3 maggio. Ma di questi tempi la nebbia è così tanta che non consente di vedere a un palmo dal naso.

Fissare una data è una speranza di ritorno alla normalità. Che ora appare distante anni luce. In ogni caso, l’obiettivo resta quello di ricominciare e di portare al termine i campionati. Che sia il 30 giugno o anche oltre. E per farlo dovevano spostare l’Europeo (e anche la Coppa America, slittata di un anno), divenuto all’improvviso un intralcio. L’Uefa ha accettato: la fase finale inizierà a Roma 1’11 giugno del 2021 e la finale sarà a Wembley 1’11 luglio. Fonte: Il Mattino

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